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Pistoia

Abetone in crisi: gli impiantisti sull’orlo del fallimento

di Elisa Valentini
Abetone in crisi: gli impiantisti sull’orlo del fallimento

Grido d’allarme del sindaco Danti dopo l’ennesimo fine settimana di scarsa affluenza. Già chiesta la cassa integrazione

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ABETONE. «Di questo passo le società degli impianti non ce la fanno più: occorre un sostegno o qui rischiamo tutti il fallimento». Così ha esordito il sindaco di Abetone ed impiantista Giampiero Danti nel descrivere l’ennesimo weekend sotto tono di questa stagione sciistica per il comprensorio dell’Abetone. «Peggio di così si muore - ha detto Danti - abbiamo accumulato l’ennesimo fine settimana di bassa affluenza sulle piste e conseguenti perdite economiche. Non riusciamo più a vedere un weekend di bel tempo: sembra che sia cambiato il mondo». Proprio il clima sfavorevole secondo Danti è uno dei maggiori responsabili del calo di affluenza che sta mettendo in seria difficoltà il settore impianti e tutte le aziende dell’indotto. «Anche domenica ad alta quota la giornata non era delle migliori – ha ripreso Danti – con nebbia e vento forte, tanto da costringere l’Ovovia a viaggiare a velocità ridotta. Da Natale, quando il tempo fu brutto e piovoso, ad oggi abbiamo avuto al massimo 2 o 3 giorni di sole e condizioni ideali».

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Ciò che più fa rabbia e che adesso le piste sono ben innevate, ma questo non basta ad attirare il turista, specie in una stazione come l’Abetone la cui economia si basa per l’80% sugli sciatori pendolari. Così anche ieri il check a fine giornata ha rivelato dati di afflusso sugli impianti molto al di sotto della media del periodo. Solo per fare un esempio, ieri l’Ovovia del Monte Gomito ha totalizzato circa 4mila passaggi, un quarto o poco più dei numeri totalizzati lo scorso anno in questo periodo. «La condizione climatica è senza dubbio un fattore rilevante - spiega il presidente di Saf Abetone, Rolando Galli - Chi viene a sciare cerca una vacanza, che sia di più giorni o di uno soltanto. Questo vale ancor di più per la nostra clientela, per lo più pendolare, che per salire in montagna dalle città toscane deve affrontare un vero e proprio viaggio, fra la strada tortuosa ed i numerosi disagi legati a strettoie e semafori. È facile comprendere che, se non c’è la certezza del bel tempo, visti anche i costi rilevanti, in questo periodo di crisi, di una giornata sugli sci, si preferisce restare e casa o dirigersi verso altre mete». Anche le numerose promozioni ideate per incentivare l’afflusso degli sciatori, dallo skipass a un euro per i bambini al viaggio in bus da Firenze a 25 euro, skipass incluso, non hanno avuto il successo prospettato.

 

Elisa Valentini

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