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Le difese: fatali i comportamenti della vittima
PISTOIA. Pur con tratti di difesa diversi Cecilia Turco (per Banci), Giuseppe Castelli (per Rocchi) e Andrea Niccolai (per Cecchi) hanno puntato la loro arringa su quello che è stata, secondo la...
PISTOIA. Pur con tratti di difesa diversi Cecilia Turco (per Banci), Giuseppe Castelli (per Rocchi) e Andrea Niccolai (per Cecchi) hanno puntato la loro arringa su quello che è stata, secondo la linea difensiva, un’esposizione consapevole al rischio da parte del Tarlati nell’andare a riprendere il fucile. Esposizione che avrebbe interrotto il nesso causale tra le eventuali responsabilità per l’incendio e la morte.
Secondo l’avvocato Castelli nessun addebito può essere mosso al Rocchi. «L’allarme era stato dato, tutte le persone erano avvisate. Ci sono delle precise direttive stabilite dal regolamento interno, che indica come, in situazioni d’emergenza, tutti gli associati devono avere cognizione del comportamento da tenere».
Secondo Cecilia Turco il processo non è riuscito a dimostrare che l’incendio è frutto della propagazione della polvere incombusta. Quella che il suo assistito avrebbe dovuto rimuovere. Banci, afferma, «ha pulito nelle condizioni date e con i mezzi idonei».
Secondo il pm, invece, Cecchi è responsabile di non aver assicurato la bonifica dell’ambiente e aver consentito che l’attività andasse avanti in una struttura realizzata senza il rispetto delle direttive tecniche del Genio militare e priva di agibilità. Per quanto riguarda il Rocchi, stante il fatto che la linea dei 100 metri non aveva l’obbligatoria postazione per il direttore di tiro, il pm ritiene che Rocchi avrebbe dovuto piazzarsi nel punto più idoneo da cui controllare l’attività dei tiratori. Invece si trovava in una delle linee di tiro. Rocchi si sarebbe dovuto mettere con le spalle appoggiate allo stipite della porta del muro divisorio. Da lì si sarebbe subito accorto di quanto stava avvenendo e avrebbe potuto dare direttive immediate. «Tarlati, al pari degli altri tiratori, non è stato messo in condizione di valutare il pericolo». Questo il pm il 24 gennaio. Le motivazioni della sentenza saranno invece depositate entro 60 giorni. (t.g.)
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