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Due anni e 8 mesi al giovane Rom
Condannato l’ex amante del sacerdote di Tizzana, che pochi giorni dopo venne barbaramente massacrato in canonica
PISTOIA. È stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione Lover Henning, il nomade ventiquattrenne del campo Rom di Prato, sotto processo per tentata rapina, il 18 dicembre 2012, a don Mario Del Becaro, il parroco di Tizzana e Catena di Quarrata con cui aveva una relazione omosessuale. Dieci giorni dopo il sacerdote fu barbaramente massacrato nella canonica di Tizzana al termine, probabilmente, di un tentato furto finito male. E per quell’omicidio si presenteranno il 4 marzo davanti al giudice delle indagini preliminari quattro giovani albanesi, anch’essi residenti a Prato. Il giudice Luca Gaspari ha ritenuto provata, nei suoi confronti, l’accusa di tentata rapina, aggravata dalla violazione di domicilio. Assoluzione, invece, per l’altro capo d’imputazione a carico del giovane, la resistenza a pubblico ufficiale.
È stato lo stesso Lover Henning ad ammettere, durante il processo, di avere avuto un rapporto omosessuale con il sacerdote. Per tre mesi, fino al novembre 2012, i due vissero anche sotto lo stesso tetto della canonica di Tizzana. Il giovane, in cambio delle sue attenzioni, chiedeva continuamente soldi all’anziano sacerdote, approfittando evidentemente della situazione. Somme consistenti, che gli servivano per gli acquisti di droga, per pagarsi le serate nei locali e, alla fine, anche per un’auto di lusso. «Io in realtà non sono omosessuale – ha ammesso durante il processo lo stesso Henning – mi sono prestato solo per i soldi».
Ma ai primi di dicembre 2012 il rapporto si interruppe, per decisione del sacerdote, che in preda ad una crisi personale, decise di troncare con il giovane Rom. Henning reagì proseguendo con le richieste di denaro. Una notte arrivò ad entrare con violenza, sfondando una porta finestra, nella casa del sacerdote che non voleva aprirgli la porta dopo mezzanotte. È l’episodio del 18 dicembre, in seguito al quale Lover Henning fu arrestato dai carabinieri chiamati da don Del Becaro.
Secondo la prima ipotesi della procura, il giovane Rom aveva tentato di estorcere denaro al prete, minacciandolo. Durante il processo, il pm Giuseppe Grieco ha rivisto il capo di imputazione, passando dalla tentata estorsione alla tentata rapina, aggravata dalla violazione di domicilio. E anche nella sua requisitoria il pm si è concentrato sull’episodio del 18 dicembre, sottolineando come il sacerdote avesse chiaramente fatto capire al giovane che la loro relazione era conclusa e che non doveva più attendersi somme di denaro da lui. Di qui la reazione violenta del giovane Rom, concretizzatosi con la tentata rapina del 18 dicembre. Grieco ha concluso la requisitoria chiedendo la condanna a due anni e otto mesi.
L’avvocato Giordano non ha contestato la violenza delle ripetute richieste di denaro di Henning ai danni di don Del Becaro. Ma ha osservato che queste sono sempre state esplicite, anche dopo la fine della relazione. Mentre il 18 dicembre Henning è entrato sì con violenza nella casa del prete, ma non ci sarebbero elementi che fanno pensare ad una richiesta esplicita di denaro anche quella notte. Insomma, secondo il difensore, il giovane Rom sarebbe sicuramente colpevole di aver violato il domicilio del sacerdote ma non avrebbe cercato di rapinarlo. Per questo le richieste dell’avvocato sono state per l’assoluzione dall’accusa di tentata rapina. Dopo una breve camera di consiglio il giudice Gaspari ha pronunciato la sua sentenza, che ricalca esattamente le richieste del pm. Ad ascoltare la sua condanna c’erano solo Grieco e l’avvocato Giordano, visto che lo stesso Henning aveva rinunciato a comparire all’udienza. Il giovane Rom è infatti detenuto per resistenza nei confronti di vigili urbani e carabinieri, intervenuti a dicembre a Prato per sottoporlo ad un trattamento sanitario.
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