Il Tirreno

Pistoia

I commercianti rivogliono i soldi dei controlli sanitari

I commercianti rivogliono i soldi dei controlli sanitari

Trenta fra panificatori e grossisti alimentari pistoiesi hanno presentato ricorso per ottenere il rimborso: pagamenti obbligatori ma non le visite dell’Asl

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PISTOIA. Trenta, tra grossisti e panificatori, si sono rivolti alla Confcommercio e hanno presentato ricorso per avere il rimborso dei soldi versati all’Asl per il rifinanziamento dei controlli sanitari ufficiali.

«Controlli - sottolinea Michela Bruschini, funzionario Confcommercio - che non vengono eseguiti ogni anno in tutte le aziende, ma che in base al decreto legislativo numero 194 del 19 novembre 2008 molte imprese del settore alimentare, soprattutto dell’ingrosso e della panificazione, sono obbligate a pagare. Cifre che variano, a seconda di specifici parametri e delle dimensioni dell’attività, dai 400 ai 1.500 euro l’anno».

È con soddisfazione quindi che un grossista della Piana si è visto riconoscere dalla Commissione tributaria provinciale la validità del ricorso. Il decreto 194/2008 prevede l’obbligo da parte degli operatori del comparto alimentare del pagamento di una tariffa differenziata per finanziare i controlli sanitari ufficiali. Tra i settori interessati: impianti di macellazione, impianti di sezionamento, centri di lavorazione della selvaggina cacciata, stabilimenti di produzione del latte e stabilimenti di produzione ed immissione in commercio dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura. Vi rientrano, appunto, panificatori e grossisti di generi alimentari. Uno, con l’azienda nella Piana pistoiese, si è rivolto alla Confcommercio una volta venuto a conoscenza di un precedente “felice”: l’analogo sì della Commissione tributaria provinciale la scorsa estate agli operatori del mercato ortofrutticolo. Su quel ricorso vinto l’Asl 3 ha presentato appello.

«Abbiamo mosso critiche al decreto legislativo 194 dall’inizio - commenta Bruschini - per l’ingiustizia di dover pagare una tariffa annuale a fronte di un controllo che non è certo venga eseguito. La Commissione tributaria provinciale si è espressa positivamente nei confronti del nostro assistito. Il ricorso è giunto a sentenza a dicembre ed è stato positivo: il grossista può chiedere all’Asl il rimborso di quanto versato per il rifinanziamento dei controlli sanitari. Ovvio che l’Asl, come già fatto con gli operatori del mercato ortofrutticolo, può appellarsi, ma noi andiamo avanti. Negli ultimi mesi decine di aziende hanno firmato istanze di rimborso, che sono state prese in carico dal nostro studio legale. Per tutti gli interessati - informa Bruschini - è ancora possibile rivolgersi agli uffici dell’associazione».

Tiziana Gori

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