Il presidio
La famiglia evacuata alla Lima «Il monte ci è entrato in casa»
ABETONE. “Piove sul bagnato” si direbbe. Assieme alla tanta pioggia che ha compromesso la prima parte della stagione turistica invernale, continua ad allungarsi la serie di smottamenti che negli...
ABETONE. “Piove sul bagnato” si direbbe. Assieme alla tanta pioggia che ha compromesso la prima parte della stagione turistica invernale, continua ad allungarsi la serie di smottamenti che negli ultimi giorni hanno interessato più o meno direttamente la montagna pistoiese, dando prova della grande fragilità di un territorio da troppo tempo abbandonato a se stesso. Inutile raccontare la rabbia dei residenti e degli operatori economici che per la 4ª volta, nel giro di circa un mese e nel bel mezzo della stagione turistica, si trovano a fare i conti coi disagi causati dall’interruzione della statale del Brennero, unica arteria importante di collegamento col bacino Lucca, Pisa, Livorno. Da anni tecnici e sindaci locali non fanno che denunciare lo stato di precarietà e di abbandono dell’unica viabilità montana da parte degli enti sovraordinati. Polemiche troppo spesso accantonate in un angolo da chi di dovere. Chi vive la paura ed il disagio sulla propria pelle, però, fa fatica a dimenticare. Come la famiglia del guardiano della diga di La Lima, che giovedì sera ha dovuto lasciare la propria abitazione poiché colpita dalla grossa frana che, intorno alle 19.30 si è staccata, con una frattura di circa 40 metri, dal versante a monte della ss 12 del Brennero. La slavina di terra e piante si è riversata sulla carreggiata formando una barriera alta circa 1 metro e mezzo. «Una scena terribile - ci dicono i residenti - sembra che la montagna si sia spostata in mezzo alla strada». «Un boato - concordano dalla vicina autofficina - come un forte terremoto». Se in quel momento sulla strada fosse transitato qualcuno, le notizie sarebbero anche peggiori, ma per la famiglia evacuata sono stati attimi di terrore. La moglie e l’anziana madre del guardiano della diga si trovavano in casa quando la frana si è abbattuta contro l’abitazione, sommergendo il giardino e l’automobile che vi era parcheggiata e bloccando in casa le due signore. «L’edificio è adesso inagibile - ci spiega Claudio Petrucci, guardiano della diga - giovedì sera i Vigili del fuoco e la polizia municipale sono arrivati a farci evacuare. Mia moglie è andata a dormire da nostro figlio a San Marcello, mentre mia suocera, viste le condizioni di salute precarie, ha trascorso la notte in ospedale. Io sono rimasto sul posto per monitorare la centrale visto che ero di turno. Nella giornata di ieri i Vigili del fuoco ci hanno accompagnato all’interno per recuperare gli oggetti necessari. La facciata lato strada è danneggiata, del materiale ci è entrato in casa ed i danni sono ingenti anche all’interno. Dunque saremo costretti a trasferirci».
Quanto ai tempi di riapertura della statale 12 a La Lima, le stime oscillano dai 4 giorni a una settimana, mentre l’innalzamento del fiume Secchia (nel modenese) ha costretto alla chiusura della Brennero anche nel versante emiliano, tra Modena e San Prospero. «L’Anas ha già cominciato a lavorare sulla frana per il taglio delle piante e la bonifica– spiega il sindaco di Piteglio, Claudio Gaggini – nel giro di 3 o 4 giorni, condizioni meteo permettendo, si dovrebbe riuscire a liberare la sede stradale dal materiale, mettendo in sicurezza il versante a monte. Per la famiglia evacuata è stata garantita una collocazione provvisoria in un altro centro abitato in attesa di valutare la stabilità della loro abitazione». «Ora che il danno c’è stato, tutti dicono che è il momento di fare qualcosa per la viabilità montana - riprende Gaggini - mi sono permesso perciò di invitare il prefetto a recuperare gli articoli di cronaca in cui le amministrazioni locali, ad inizio autunno, denunciavano lo stato di pericolosità dei versanti riscontrando l’assoluta inerzia da parte degli enti sovraordinati». Intanto le ditte incaricate dalla Provincia hanno lavorato a pieno ritmo per garantire l’apertura della viabilità alternativa alla ss12. La Sp 18 Lizzanese, interessata nella prima mattina di ieri da un cedimento a valle in località Spignana, è comunque percorribile con senso unico alternato e divieto di transito per mezzi pesanti e pullman (oltre 35 quintali). Nel frattempo, la Provincia è intervenuta sulla Sp20 Popiglio -Fontana Vaccaia (alternativa alla ss12 per Cutigliano ed Abetone) che da ieri mattina è di nuovo percorribile in entrambi sensi di marcia con limitazione ai mezzi superiori ai 75quintali. La strada comunale Piteglio–Casa di Monte è attualmente chiusa. Alcuni smottamenti hanno interessato ieri mattina le Sp 24 Pistoia Riola e la Sp34 Val di Forfora, nel giro di poco tempo riaperte al transito.
Elisa Valentini
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