Quasi 40 in lista di attesa per le strutture Asl
Sono 17 le residenze gestite dal pubblico, in totale 570 posti. Ma si cerca di lasciare i nonni in famiglia
PISTOIA. Attualmente sono meno di 40 le persone in lista di attesa per entrare in una residenza sociale assistita dell’Asl 3. Un anno fa, all’inizio del 2013, però, la situazione era diversa: la lista di attesa toccava quota 130.
«Ma non era colpa di chissà quale emergenza – risponde Claudio Bartolini, responsabile della zona distretto della Valdinievole – bensì del fatto che dal 2012 inseriamo in lista di attesa anche i cosiddetti “riposi assistenziali”, cioè quei ricoveri temporanei di persone anziane che di solito vivono in famiglia e che così possono trascorrere un periodo nelle nostre strutture mentre i loro familiari tirano il fiato. Inizialmente questa novità ha “gonfiato” la lista di attesa, ora siamo tornati a una dimensione fisiologica».
È una precisa strategia quella di tenere il più possibile le persone anziane in famiglia, magari aiutandole con i “riposi assistenziali”, oppure con l’assistenza domiciliare. Anche se, ammette Bartolini, «è una scelta complessa, perché è ormai venuta meno la solidarietà tra generazioni all’interno delle famiglie».
Al momento, sul territorio dell’Asl 3 ci sono 17 residenze sociali assistite. In Valdinievole le strutture sono 5, di queste 2 sono gestite direttamente dalla Società della salute (per un totale di 85 posti ), 3 sono di privati e con esse la Società della salute ha stipulato convenzioni per un totale di 45 posti. In totale i posti a disposizione sono 130. Sono tutte strutture per soggetti non autosufficienti. Ad oggi la lista di attesa è ridotta a 16 persone.
Per quanto riguarda invece la zona-distretto pistoiese (dove la Società delle salute non c’è) sono presenti 12 residenze sociali ed i posti autorizzati per persone non autosufficienti sono 421. Ad oggi sono in lista d'attesa 22 persone.
Il percorso inizia dalla segnalazione del bisogno dal diretto interessato, dalla famiglia o dal medico curante. Segue la valutazione integrata da parte degli operatori sia sociali che sanitari presso il domicilio dell'anziano. Successivamente i componenti dell'Unita di valutazione multidimensionale scelgono su quale servizio puntare: nello specifico l'assistenza domiciliare, il contributo economico per l'assunzione di un assistente familiare, la frequenza del Centro diurno anziani o del Centro diurno Alzheimer ed infine l'inserimento in Rsa a carattere permanente o temporaneo.
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