Il Tirreno

Pistoia

Bar semivuoti attorno all’ospedale chiuso

di Alessandra Tuci

Locali pubblici e negozi in grande difficoltà, da luglio il fatturato è crollato del 40%. E qualcuno ha già chiuso i battenti

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PISTOIA. Lamentele, comprensibilmente, ma anche qualche speranza. In seguito allo svuotamento del vecchio ospedale, tante sono le preoccupazioni di coloro che hanno, oramai da anni, bar e negozi nei paraggi e che non possono più contare sul passaggio dei pistoiesi che si recavano al Ceppo per un esame o per visitare un conoscente. Gli effetti si iniziano a vedere. In piazza Giovanni XXIII il bar ristorante ha chiuso per lasciare il posto a un locale vegetariano. Saracinesca giù anche al bar di via del Ceppo. E chi resta non sembra passarsela troppo bene.

Patrizio Bertocci, proprietario del bar in piazza del Carmine parla di un notevole calo di clientela. «Se penso al via vai di gente che c’era prima, quando ancora qui c’era l’ospedale… tra familiari che venivano a trovare i propri malati, medici, infermieri.. in tutto dentro l’ospedale lavoravano due- tremila persone. Queste non ci sono più adesso. Quel gran viavai è finito».

«Il lavoro è calato tanto da quando qui non c’è più l’ospedale» conferma Sergio Riva, proprietario di Molecola bar proprio all’incrocio tra via del Ceppo e piazza San Lorenzo. «Ho acquistato l’immobile un anno fa, pur sapendo che l’ospedale a luglio sarebbe stato trasferito. La clientela è adesso notevolmente calata, puntiamo tutto, e solo, sulle colazioni. Sapevamo che l’ospedale sarebbe stato spostato, ma ci siamo fidati delle parole del sindaco Bertinelli, che ha promesso nuove cose, nuovi investimenti. Alcuni uffici del Comune saranno trasferiti qui, al posto dell’ex Ceppo; anche una succursale del liceo artistico sarà spostata qui, appena la struttura che accoglieva l’ospedale risulterà conforme alle nuove norme anti sismiche. Inoltre il sindaco ci ha promesso una ristrutturazione della piazzetta san Lorenzo per renderla zona pedonale. Sono sicuro che in questo modo, se le promesse saranno mantenute, ci sarà di nuovo un gran flusso di gente. Per adesso la cosa più importante è che il laboratorio analisi rimanga qui».

Più scettico invece è Marco Capecchi, proprietario del Caffè della Robbia, in via Filippo Pacini. «Dopo la chiusura dell’ospedale i miei incassi sono calati del 30-40%. È inutile che Bertinelli faccia un progetto, che secondo me sarebbe anche un bel progetto, sono le modalità ad essere sbagliate. Modalità e tempi. Va bene fare una zona pedonale, ma i parcheggi dove vanno?».

Marco è arrabbiato, deluso. «Il museo dentro l’ex ospedale: va bene, ma si può campare di questo? Di 150 euro al giorno che incasso ne guadagnerò 20 tra tasse, luce, Inps e tutto il resto. Non posso andarmene perché i soldi che avevo li ho investiti tutti qui».

Marco ha 62 anni e da 40 fa il barista. «Mai la situazione è stata così critica. Prima si pensa a come far funzionare il centro ed alla sua riorganizzazione per aumentare il flusso di gente, poi si pensa alla zona pedonale ed alle piste ciclabili. Ad esempio Pistoia necessiterebbe di alberghi e Bed and Breakfast per turisti che magari vogliono visitare Firenze e decidono di alloggiare nella nostra città».

Di fronte al Caffè della Robbia c’è un tabacchino, la proprietaria non vuole nemmeno parlare:«Meglio che non dica niente, altrimenti direi troppo» dice con amarezza. Accanto, Igor Beneforti, dell’omonima edicola, parla dei suoi ridottissimi guadagni, ma si dice speranzoso. «Gli incassi sono calati di un buon 30-40% da quando l’ospedale è stato spostato; però siamo fiduciosi, aspettiamo nuovi progetti all’interno dell’edificio e soprattutto aspettiamo settembre, mese in cui dovrebbe essere trasferita qui una succursale del liceo artistico».

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