Il Tirreno

Pistoia

«Per 200 euro pensava a tutto lui»

Un lettore denunciò al Tirreno lo scorso ottobre la proposta ricevuta al cimitero

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PISTOIA. La procura stava indagando ormai da mesi, ma lo scandalo delle tombe riciclate è stato portato all’attenzione delle pubblica opinione grazie alle denunce fatte al Tirreno da parte di alcuni cittadini e commercianti lo scorso ottobre.

«Dovevo pensare alla tomba per mia madre. Ho chiesto ad un becchino quanto tempo era necessario aspettare prima di poter sostituire il provvisorio con la tomba definitiva, e mi ha detto che poteva pensarci lui» diceva un cittadino che si era rivolto alla nostra redazione. «Semplicemente ho domandato quanti mesi fosse necessario aspettare dalla sistemazione del provvisorio in legno per la tomba di marmo e mi è stato detto che, se fossi stato interessato, potevo avere una tomba "riciclata"».

L’offerta era di 200 euro per lapide e pietra tombale, a fronte di una del costo di una tomba nuova che, anche se di materiale povero, va dai 1.000 euro in su. Un’offerta riproposta alcune settimane dopo dal necroforo in questione, durante una visita alla tomba del parente defunto. «E in quell'occasione – ci spiegò il nostro lettore – ho risposto che non mi interessava, perché un mio parente aveva già provveduto a farsi fare un preventivo da un marmista di sua fiducia».

Due marmisti presentarono poi un esposto in Comune. «Alcuni clienti – ci spiegò uno diloro – sono venuti qui e ci hanno spiegato che, nonostante l'offerta conveniente di alcuni operai dei cimiteri, hanno preferito scegliere una tomba di qualità, anche per rispetto nei confronti del caro congiunto. Questa storia va avanti da anni».

Un lettore aveva ammesso al Tirreno di aver fatto costruire una tomba a un becchino: «Ma quando ho telefonato per pagarlo mi hanno detto che era stato licenziato» disse.

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