Il Tirreno

Pistoia

Le sciovie non potranno riaprire

La proroga ministeriale non vale per i due impianti “scaduti”. Cassa integrazione per gli addetti

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ABETONE. A fine 2013 sembrava fatta. Con la proroga di 6 mesi inserita, seppur all’ultimo tuffo, nel decreto Milleproroghe, il problema degli skilift in scadenza - del Monte Gomito ad Abetone e del Faggio di Maria a Doganaccia – pareva risolto, almeno per questa stagione invernale. Ad oggi invece le due sciovie sono ancora ferme. E, spiazzante novità giunta da Roma, quasi certamente non potranno rimettersi in moto almeno sino a fine febbraio. «Dalle ultime notizie ricevute - spiega l’amministratore della società Slittovia, Andrea Formento - la proroga non è applicabile agli impianti scaduti prima del 31 dicembre 2013, come gli skilift del Gomito e del Faggio di Maria ed un impianto in provincia di Parma, ma solo a quelli scaduti dopo tale data anche se in Italia non vi sono casi del genere». I sentori negativi c’erano dai primi di gennaio, quando un funzionario del Ministero dei trasporti comunicò tale interpretazione sfavorevole. Gli impiantisti, supportati dai deputati toscani, hanno avanzato un percorso per cercare di far rivedere questa interpretazione, anche tramite un’istanza al Consiglio dei ministri. Nonostante le rassicurazioni giunte dai vertici del Ministero, a ieri restava confermata la non applicabilità. «Nonostante gli enormi sforzi degli ultimi mesi - prosegue Formento - e l’impegno profuso dagli onorevoli Bini, Fanucci, Lotti, dal senatore Nencini e dal sindaco di Abetone, Giampiero Danti, dobbiamo prendere atto che una volontà politica ed un’esigenza del territorio vengono disattese solo a causa di un’interpretazione legislativa, nonostante gli impianti fossero e rimangano conformi alla normativa di sicurezza». «Siamo alla frutta - spiega il sindaco Danti - è la schiacciante burocrazia di questo sistema Italia che non funziona più. Da cinquant’anni nessuno si è mai preoccupato di questa montagna dove, se qualcosa continua a funzionare, è grazie a questi pochi montanari che si sono tirati su le maniche. Quest’anno abbiamo già perso migliaia di passaggi ed oltre mezzo milione di euro, ma abbiamo mantenuto tutto aperto per dare un segno di vitalità a questa montagna. Lo stop delle sciovie sarà un ulteriore aggravio di cui risentiranno non solo i centinaia di lavoratori che gravitano intorno agli impianti ma tutto l’indotto», Indotto con, ha ricordato Formento, «decine di milioni di euro che gireranno in meno nei prossimi mesi». Intanto gli impiantisti della montagna hanno avanzato la richiesta per l’apertura della cassa integrazione per i dipendenti addetti agli skilift, provvedimento che potrebbe essere esteso ad altri secondo l’esito della stagione. Intanto, proprio da ieri sera, la neve ha ripreso a cadere in quota. «In questa situazione, con l’arrivo del freddo e della neve, poter riaprire l’intero comprensorio vorrebbe dire intravedere una possibilità di sopravvivenza - conclude Formento - il collegamento Gomito-Selletta sarà garantito da motoslitte che adesso circolano su un raccordo più veloce. Tuttavia si perderà una delle parti sciabili più belle dell’Abetone». Con lo skilift del Faggio, invece, il comprensorio di Doganaccia rischia il blocco di metà comprensorio.

Elisa Valentini

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