Mattia, i genitori accusano in tv
«Scandalosa la richiesta di archiviazione della Procura, e solo a Roma si è trovato un avvocato...»
PISTOIA. «Scandalosa l’archiviazione da parte della Procura della Repubblica di Pistoia». Caterina Innocenti è la mamma di Mattia, morto a 9 mesi dopo essere stato scosso in un asilo di Pistoia.
La storia di Mattia Pierinelli approda in tv a Linea Gialla su La Sette. Una trasmissione
dedicata ai casi del Cip Ciop e della morte di Mattia Pierinelli. Una trasmissione, anche se i fatti risalgono entrambi al 2009, che è devastante per l’immagine di Pistoia e della sua struttura scolastica. E non solo per la scuola ed il Comune, ma anche per la giustizia nel suo complesso.
Di fronte a Salvo Sottile, la mamma di Mattia accusa la Procura della Repubblica che per due volte ha chiesto l’archiviazione «per un caso di omicidio, senza avere mai interrogato le maestre della scuola frequentata da mio figlio».
Ma anche per la categoria degli avvocati. Caterina non cita il nome del legale che difendeva la famiglia fin dall’inizio dell’inchiesta. «Dopo la prima archiviazione – racconta Caterina mentre tiene la mano al marito Riccardo Pierinelli – il nostro avvocato ci disse: è andata così, non ci sono colpevoli . Mettetevi l’animo in pace: non c’è più niente da fare».
Qualcosa c’era da fare, se il caso è stato riaperto dal Tribunale di Pistoia. «Ma lo dobbiamo – ha aggiunto il padre del bimbo – ad un avvocato romano. Abbiamo dovuto spostarci da Pistoia a Roma per trovare un legale che ha capito la situazione come uomo, ma che ha avuto anche la capacità giuridica di far riaprire il caso».
Papà e mamma di Mattia, come è logico, ci vanno giù durissimi con la nostra città: «A Pistoia doveva restare tutto chiuso, nascosto in un cassetto. A Pistoia c’è omertà e solitudine per chi chiede giustizia e vuole la verità».
Parole durissime, ripetiamo, ma è difficile per una padre ed un madre che portano un figlio all’asilo e glielo restituiscono in un bara, pensarla diversamente. Anche di fronte alla doppia archiviazione che la Procura della Repubblica aveva chiesto per la morte di Mattia, causata dalla ormai tristemente famosa sindrome da scuotimento.
I coniugi Pierinelli si sono presentati alle telecamere della Sette con una maglietta nera con al centro un cuore bianco. Con sopra la scritta «Io sto con Mattia».
«Siamo stati costretti – ha concluso Riccardo Pierinelli, il padre del bimbo morto – in uno stato di diritto ad esporsi, ad andare sui media, per ottenere giustizia».
Sempre che questa giustizia arrivi. Come è noto, la chiave di volta della vicenda di Mattia è stata la perizia medico-legale chiesta dal Tribunale nella causa civile che i Pierinelli hanno interpreso contro il Comune, come responsabile della morte di Mattia in quanto titolare dell’asilo.
Una perizia (non di parte) che ha stabilito che lo scuotimento è avvenuto nel corso della permanenza del bambino di 9 mesi.
Da qui, da queste parole di pietra, è ripartita la vicenda giudiziaria sulla morte all’asilo di Mattia Pierinelli.
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