Il presidio
Con la Porrettana chiusa salta il “treno bianco”
ABETONE. La chiusura della ferrovia Porrettana, interrotta dal 5 gennaio a seguito di una frana, non comporta disagi soltanto per i pendolari della montagna che ogni giorno utilizzano il treno per...
ABETONE. La chiusura della ferrovia Porrettana, interrotta dal 5 gennaio a seguito di una frana, non comporta disagi soltanto per i pendolari della montagna che ogni giorno utilizzano il treno per raggiungere il proprio posto di lavoro. A soffrire del disservizio è anche il settore turistico, soprattutto quest’anno che la linea Porrettana, per la prima volta, era stata posta al centro di un progetto di Treno bianco, con partenza da Firenze alle 8.30 ed arrivo a Pracchia, pensato per permettere ai pendolari della neve di raggiungere in modo comodo e veloce la stazione montana e da qui, grazie ad un bus navetta integrato, le piste da sci di Abetone e Doganaccia di Cutigliano in un massimo di due ore di viaggio. L’attuazione a regime del progetto, cui hanno lavorato Provincia di Pistoia e Regione Toscana in collaborazione con Trenitalia, le società degli impianti di risalita ed il Consorzio turistico Apm, era stata prevista per il prossimo anno, ma già da questa stagione sarebbero dovuti partire alcuni treni pilota per monitorare il gradimento dell’utenza e valutare la fattibilità. Lo stop forzato della linea Porrettana, per la cui riapertura saranno necessari lavori della durata di circa 4 mesi, ha però mandato tutto a monte.
Frattanto nei giorni scorsi è scoppiata la polemica fra Regione e Ferrovie. L’assessore alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli giudica «poco comprensibile» la risposta che Rfi ha dato alla Fit-Cisl, come «una sorta di scarico di responsabilità sulla Regione». «Quello che è certo - ha aggiunto l'assessore - è che abbiamo finito le parole per commentare i quotidiani disservizi ferroviari. Ogni giorno siamo costretti a registrare disfunzioni di ogni genere. Occorre invertire la rotta senza perdere un minuto». Ceccarelli conclude chiedendo che «il ministero convochi subito il tavolo che il ministro Lupi aveva promesso alle Regioni nello scorso novembre e che il presidente Rossi è tornato a sollecitare».
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