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Verso il sì al piano di salvataggio di Giusti per l’Edilizia
Venerdì la società e le banche convocati dal notaio Regni a Palazzo dei Vescovi per la firma dell’atto di accordo
PISTOIA. Cauto ottimismo per il piano di salvataggio di Giusti per l’Edilizia spa. Il 17 gennaio, a Palazzo dei Vescovi, sono convocati alla presenza del notaio Marco Regni la proprietà dell’azienda, la Kpmg Advisory (società di revisione leader a livello internazionale che ha curato la stesura del piano industriale 2013/2017) e le banche creditrici per la firma dell’atto di accordo.
Il 26 novembre Giusti per l’Edilizia aveva ottenuto dal tribunale altri 60 giorni di tempo per la presentazione dell’accordo di ristrutturazione del debito. Il giudice aveva concesso la proroga presentata dall’avvocato che assiste la società, Enrico Panelli. I primi due mesi di tempo non erano stati sufficienti a veder completare l’iter per il varo dell’accordo sulla ristrutturazione del debito da parte del gruppo di istituti bancari, principali creditori nei confronti della società edile guidata da Giancarlo Giusti, esposta complessivamente per 70 milioni di euro (90 milioni se si considerano i crediti vantati dai fornitori).
Un cauto ottimismo è quello che si respira attorno alla vicenda Giusti, anche se dall’azienda non arrivano conferme ufficiali e si preferisce mantenere prudenza. Di sicuro, il piano di salvataggio, che prevede il consolidamento del debito e l’erogazione di ulteriore denaro fresco per 20 milioni di euro, consentirebbe la riapertura dei cantieri più importanti: l’albergo Hilton alla ex Breda, il parcheggio interrato multipiano da centinaia di posti e il cantiere di Pontedera per la Piaggio.
Con il piano industriale approvato dalle 16 banche creditrici (gli istituti bancari coinvolti sono l’Iccrea, cioé l’Istituto centrale delle banche di credito cooperativo, la Caripit, il Monte dei Paschi, Unicredit, Bnl, Banca Intesa e altri istituti minori), la Giusti si potrebbe presentare con buone chanche all’udienza davanti al giudice fallimentare.
Se tutte le banche provvederanno alla delibera i tempi di legge prevedono un altro mese per eventuali opposizioni da parte dei creditori che non aderiscono al piano, dal momento del deposito dell’accordo in tribunale. Dopodiché il tribunale stesso deciderà sull’omologazione, ovvero l’accoglimento dell’accordo sul debito della Giusti.
Sembra che gli stessi fornitori si siano poi resi disponibili, secondo quanto prevede il piano di ristrutturazione, a riscuotere i propri crediti con una diversa modulazione dei tempi. In tempi più lunghi, in pratica, per l’intera cifra del credito vantato ma senza interessi.
Per cercare di superare la crisi in cui versa, lo scorso giugno la Giusti per l’Edilizia si è divisa in due: i beni mobili del gruppo edile, insieme a 9 dei cantieri aperti sotto l’insegna Giusti sono stati ceduti in affitto per 3 anni ad un’altra azienda del gruppo, la Giusti Costruzioni spa. Il resto del business, compreso il cantiere all’ex Breda, i crediti e la pesante zavorra dei debiti, sono rimasti sulle spalle della Giusti per l’Edilizia spa. In caso di omologa da parte del tribunale di Pistoia, Giusti potrebbe essere in grado di riprendere l’attività già dalla prossima primavera, e l’albergo Hilton essere pronto per la fine del 2014.
Tiziana Gori
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