Il presidio
Il Pd: pronti a lavorare gratis per salvare il primo Etr 500
PISTOIA. Sono pronti a lavorare gratis per far rinascere il prototipo dell’Etr 500 made in Breda, la motrice E 404.000, che nel 1989 stabilì il record di velocità sui binari e che oggi, abbandonata...
PISTOIA. Sono pronti a lavorare gratis per far rinascere il prototipo dell’Etr 500 made in Breda, la motrice E 404.000, che nel 1989 stabilì il record di velocità sui binari e che oggi, abbandonata alla stazione di Pontassieve, rischia di essere demolita dalle Fs.
I lavoratori Breda del circolo Pd hanno scritto una lettera aperta all’amministratore delegato dell’azienda Maurizio Manfellotto, al responsabile del personale Carlo Cremona e all’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti. Dopo l’articolo del Tirreno di ieri in cui si descriveva lo stato di abbandono della storica motrice – nome convenzionale “Romolo” – hanno deciso di laciare una proposta: il primo esemplare di quel treno, all’epoca così rivoluzionario da essere in servizio anche oggi (gli Etr 500 sono le famose “Frecciarossa” delle Fs), non può finire distrutto. « Grazie al lavoro brillante – si legge nella lettera – d’ingegneri, tecnici e operai orgogliosi di avere sul e nel cuore il cavallino rampante (simbolo della Breda, ndr), Romolo è stato il capostipite di quella moderna famiglia di treni ad alta velocità che dai primi anni ’90 del secolo scorso hanno accompagnato tanti viaggiatori in giro per l’Italia».
Il Circolo Pd AnsaldoBreda «sollecita ed auspica che di tutto ciò possa restare una “testimonianza” concreta, reale e bella di quello che “cervelli e braccia” hanno saputo pensare e costruire a Pistoia». Questo perché «coniugare il passato glorioso al presente incerto, può essere la via più alta per costruire un futuro nel quale ci sia lo spazio per la speranza e per la crescita collettiva».
Ed ecco l’idea. «Fra pochi mesi dai cancelli di via Ciliegiole uscirà il treno del “domani”, quell’Etr 1000 che compiendo il suo viaggio inaugurale evidenzierà quanto ormai elevato sia il livello raggiunto in termini di qualità, sicurezza e confort del viaggiare su rotaie. Crediamo che sarebbe bello festeggiare quell’occasione “esibendo” il vecchio Romolo in quello stesso piazzale d’ingresso alla fabbrica in una sorte di staffetta fra passato e futuro… Siamo certi anche che Romolo per allora potrebbe mettersi “in tiro” grazie al contributo che, gratuitamente, tanti lavoratori presterebbero volentieri per un suo restyling … orgogliosi di metter mano a riparare e restaurare ciò che decenni fa avevano fatto loro colleghi e, spesso, magari, i loro stessi genitori, parenti o amici».
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