Il Tirreno

Pistoia

Con l’assegno di mobilità perde la casa popolare

di Francesco Albonetti
Con l’assegno di mobilità perde la casa popolare

La paradossale situazione di una famiglia di cinque persone che supera l’Isee perché nel 2012 la donna, poi licenziata, beneficiava dell’ammortizzatore sociale

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Per 225 euro di troppo, perdono il diritto all’alloggio popolare. La beffa piove su una famiglia di cinque persone - marito, moglie, due ragazzi di 11 e 15 anni e un anziano padre col cento per cento di invalidità - che ha avuto la sgradevole e drammatica sorpresa ieri mattina, recandosi all’ufficio casa del Comune. «Abbiamo partecipato al bando del 2012 per ottenere una casa popolare - racconta Stefania Vilucchi - Attualmente viviamo in un alloggio di fortuna, messo a disposizione in comodato d’uso da parenti a Capostrada. Una sola stanza-cucina con un bagno, che l’Asl ha già dichiarato inabitabile per sovraffollamento. Una situazione appesantita dalle condizioni di mio padre, costretto a letto con l’ossigeno. La domanda era stata accettata e avevamo uno dei punteggi più alti, sufficiente per accedere al nuovo alloggio dell’Ater. Tanto che a dicembre ci hanno mandato una lettera, convocandoci per la data di oggi (ieri per chi legge ndr)». Fin qui, sembrava andasse tutto bene alla famiglia, che si stava preparando al trasloco e ad abitare, finalmente, in un appartamento decente rispetto alla situazione attuale, precaria e arrangiata. «All’ufficio comunale mi hanno detto che, fatti i dovuti calcoli con l’Isee, non abbiamo più diritto a quella casa. Motivo: il reddito su base Isee, che fa riferimento al 2012, supera di 225 euro il limite sotto al quale si ha diritto all’alloggio popolare. Non è servito spiegare agli impiegati che nel 2012 prendevo l’assegno di mobilità, cessato nel 2013 col definitivo licenziamento. Da un anno ormai la famiglia può contare soltanto sullo stipendio di mio marito e l’assegno di invalidità di mio padre e, anche sommandoli, rientreremmo nei requisiti per accedere alla casa popolare». Insomma, pur accogliendo in un primo tempo la domanda, il caso è stato rivisto alla luce di quel piccolo assegno di mobilità del 2012, di fatto un’anticamera del licenziamento. «Mi hanno consigliato di rifare la domanda per il prossimo bando - conclude la donna - Sono disperata, ma anche molto arrabbiata e determinata ad andare avanti con la mia protesta ed è la prima volta che succede».

L’ultima graduatoria generale definitiva per l’edilizia residenziale pubblica è stata pubblicata qualche mese e includeva 609 domande. Sono proprio quelle ammesse ai sensi del bando di concorso integrativo del 2012, più quelle presenti nella graduatoria generale scaturita dal bando di concorso generale dell'anno 2010. A differenza degli altri anni, nel 2013 il Comune ha formato due ulteriori graduatorie, quelle degli anziani soli con più di 65 anni e quella delle giovani coppie. Queste due categorie hanno diritto ad entrare nella graduatoria generale e in quella speciale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web