La frana di Torri prevista 4 anni fa
I residenti e Legambiente hanno ripetutamente segnalato il pericolo al Comune e alla Provincia
SAMBUCA. Sono trascorsi 4 giorni da quando Torri, piccola frazione del comune di Sambuca, si trova semi-isolata a causa dello smottamento che ha interessato l’unica strada asfaltata di collegamento al paese. Sono state ore di concitazione e di impegno per le associazioni di volontariato e le istituzioni nel tentativo di ridurre il disagio per la popolazione, nemmeno 20 anime, per lo più anziani, che lievitano a 3-400 durante l’estate. Già da domenica il Comune ha disposto l’apertura di una strada bianca che da Torri scende sulla provinciale Pistoia- Riola, accessibile però solo ai fuoristrada. Chi è riuscito a portare la propria auto oltre lo smottamento, può percorrere il tratto di quasi 1 km fino alla frana ed oltrepassarla a piedi. Sin da subito è stata attivata la Protezione civile ed il 118 ha organizzato un punto di primo soccorso nell’ambulatorio del paese con l’aiuto della Misericordia di Pistoia che ha messo a disposizione una jeep ambulanza per le emergenze. Ciò in parte rassicura, ma non basta a cancellare il senso di abbandono e l’indignazione degli abitanti di Torri che definiscono la frana un “disastro annunciato”. «Da almeno 4 anni c’erano i segnali premonitori – ci spiega Franco Matteoni, esponente di Legambiente Pistoia e presidente dell’associazione per lo sviluppo turistico di Torri –la popolazione aveva segnalato più volte al Comune e poi alla Provincia l’abbassamento di una parte della carreggiata, ma nessuno se n’è occupato. È il classico episodio all’italiana: invece di prevenire, si interviene a disastro avvenuto». In assenza di provvedimenti urgenti sulla strada comunale, così, i torrigiani rischiano di dover rinunciare, per i prossimi mesi ,anche ai già limitati servizi rimasti nel loro paese. Non arrivano più l’autobus e lo scuolabus, né i due ambulanti che una volta a settimana salgono a Torri per vendere frutta e verdura, formaggi e salumi. Non potrà salire nemmeno il camion dell’immondizia. Una residente munita di fuoristrada si è detta disponibile ad aiutare i compaesani. Viene però da chiedersi cosa succederà in caso di abbondanti nevicate, più che probabili a 900 metri di quota, quando la strada sterrata non sarà più percorribile. Come se non bastasse, nella notte di domenica qualche mano ignota ha reciso con un coltello i 4 pneumatici dell’automobile di un residente parcheggiata oltre la frana: un gesto vandalico che oltrepassa ogni limite di cattiveria. L’unica consolazione resta il fatto che, pur nell’estremo disagio, sarebbe potuta andare peggio se, chi per primo si è imbattuto nella frana rientrando a casa di notte, fra la pioggia e la nebbia, non avesse avuto la prontezza di scansare il pericolo. «In settimana - prosegue Matteoni - convocheremo un’assemblea di tutti i nostri soci, circa duecento. Stiamo pensando a qualche protesta eclatante poiché siamo stufi di vivere nella dimenticanza delle istituzioni». Poi conclude «oltre 10 anni fa, fui sostenitore della battaglia per l’istituzione di un parco che avrebbe portato lavoro e turismo. Ma il Comune di Sambuca si oppose e la Provincia l’assecondò. Oggi si toccano con mano i frutti di queste scelte».
Elisa Valentini
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