Il Tirreno

Pistoia

Ennio Drovandi torna al cinema coi fratelli Vanzina

di Corrado Benzio

Ha un cammeo in Sapore di te: è l’unico superstite dell’ormai mitico Sapore di Mare girato a Forte dei Marmi

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PISTOIA. Chissà se domani Ennio Drovandi sarà a Roma. Alle 20 al cinema Barbarini nella omonina piazza a due passi da via Veneto, è in programma l’antepima di Sapore di te, il film che dovrebbe-potrebbe essere il sequel di Sapore di Mare, il capolavoro nostalgico dei fratelli Vanzina, Carlo come sceneggiatore e Stefano come regista.

Ennio Drovandi, lo si scopre in una sua intervista sul suo sito internet, di fatto è l’unico attore superstite del film che nel 1983, giusto trent’anni fa, lanciò la moda degli anni Sessanta, ma soprattutto rilanciò alla grande Forte dei Marmi, uscita un po’ malconcia dagli anni Settanta. Iniziati con gli spari della Bussola e finita con la fuga dei ricchi spaventati da terrorismo e rapimenti.

Ennio, artista pistoiese, era nel primo sapore di mare e lo ritroviamo nel Sapore di tè che esce ufficialmente nelle sale giovedì 9.

Se Sapore di mare era ambientato nella mitica estate del 1964 in Versilia, Sapore di te torna nel 1983 a Forte ma poi spazia all’Argentario e fino in Montagna, in val Pusteria.

Spariti hristian De Sica e Isabella Ferrari, Jerry Calà e Marina Suma, arrivati Vincenzo Salemme e la fiorentina Martina Stella, Drovandi dovrebbe continuare a fare il giornalista-fotografo anche in questo sequel. In ogni caso si dichiara di essere molto orgoglioso di essere stato chiamato di nuovo dai Vanzina per questo filom che arriva subito dopo i cinepanettoni (che in realtà non sono andati poi così benissimo).

I suoi fans pistoiesi lo ricordano nella pellicola del 1983 come il paparazzo del Telegrafo, gloriosa testata antenata di questo giornale. Mentre fotografava qualsiasi scandalo accadeva sulla spiaggia del Forte.

Dopo Sapore di mare Ennio Drovandi ha fatto altri film con cammei divertentissimi, come il prete di Speriamo che sia femmina.

Nel film crepuscolare di Mario Monicelli, inizio anno Ottanta, Drovandi interpreta un parroco della Maremma a cui Bernard Blier sfonda il parabrezza con una sassata. Da cui la famosa imprecazione. «Madonna del parabrezza....».

Insomma un attore – Drovandi – che registi toscani e romani hanno usato in abbondanza per la sua vena comica, talvolta superrealista, talvolta surreale.

Vedremo come se la cava nel nuovo cammeo dei Vanzina.

Che i pistoiesi andranno a vedere, magari solo perchè Forte dei Marmi e la Versilia sono veramente la nostra spiaggia di casa.

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