Il Tirreno

Pistoia

Impianti “scaduti” all’ultimo tuffo arriva la proroga

di Elisa Valentini

Sospiro di sollievo tra gli operatori di Abetone e Doganaccia le due sciovie resteranno in funzione per almeno altri 6 mesi

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ABETONE. Dopo mesi di notti insonni, gli impiantisti di Abetone e Doganaccia potranno tornare a dormire tranquilli. È stato approvato ieri dal consiglio dei ministri, nell’ambito del decreto Milleproroghe, il provvedimento di proroga per le due sciovie della montagna pistoiese con vita tecnica scaduta.

Un bel sospiro di sollievo per tutti gli operatori turistici della montagna che, in maniera più o meno diretta, avrebbero risentito negativamente dello stop delle due sciovie per la stagione invernale. La questione va avanti da mesi. La normativa nazionale in vigore, per le Regioni a statuto ordinario, prevede infatti che gli impianti a fune debbano essere sostituiti al termine della loro vita tecnica, stabilita in 20 anni, senza tener conto dell’utilizzo effettivo e con investimenti spesso insostenibili per le società di gestione. Dopo i 4 anni di proroga ottenuti in passato, a trovarsi in tale situazione quest’anno sono stati gli skilift del Monte Gomito e del Faggio di Maria, il primo collegamento cardine per il comprensorio abetonese, il secondo motore al 50% della stazione di Doganaccia.

Tante le strade tentate in questi mesi, dai finanziamenti regionali, all’emendamento al decreto Fare, poi respinto, fino al Milleproroghe, ultima spiaggia per la proroga.

Era circa l’ora di pranzo di ieri quando il sindaco di Abetone, Giampiero Danti, e gli impiantisti hanno appreso che la proroga era stata stralciata dal decreto, anche a seguito del richiamo del presidente della Repubblica sull’eccessiva eterogeneità delle materie in discussione. È stato subito panico. Sono iniziate le telefonate a raffica, ognuno ai propri contatti più vicini a Roma. Un ruolo cardine lo hanno svolto i parlamentari toscani, in prima fila l’onorevole Caterina Bini. Anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che si trovava a sciare ad Abetone, apprese le difficoltà dal sindaco Danti, ha attivato tutti i suoi contatti per sollecitare il reinserimento della proroga. Tre ore di sudore freddo, finché, nel pomeriggio, quando ancora non c’erano comunicati ufficiali del governo, fonti certe hanno confermato l’approvazione di una proroga di 6 mesi per le sciovie.

«Sono state ore di duro lavoro – spiega l’onorevole Bini – ma ce l’abbiamo fatta. Questa misura “tampone” ci consente di avere sei mesi di tempo per intervenire in modo organico e strutturale sul problema, cercando di uniformare la normativa nazionale a quella europea, con l’eliminazione del concetto di vita tecnica, e di individuare possibili soluzioni per gli impianti già in essere».

«Questa proroga – commenta Andrea Formento, amministratore della società Slittovia - è una bella boccata d’ossigeno e un ulteriore stimolo per le nostre società, oltre che un successo importante della politica e dell’imprenditoria toscana. Gli skilift dovrebbero riprendere a girare a giorni. Un ringraziamento ai politici, dal sindaco Danti all’onorevole Bini, alla regione Toscana, al sottosegretario D’Angelis, che hanno dato prova del loro impegno».

«Non voglio meriti – dice il sindaco Danti – ho fatto solo da passaparola. Credo però che sia una soddisfazione veder risolto, seppur all’ultimo, un problema tanto importante su una montagna dove per 6 mesi si vive di neve e negli altri 6 di riflesso dell’economia bianca. Faccio l’imprenditore da 40 anni su questa montagna e voglio vederla continuare a vivere. Risolto il problema urgente, è ora di rimboccarsi le maniche e cominciare a progettare il rilancio degli impianti di Abetone».

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