Il Tirreno

Pistoia

La farmacia di Abetone prima a chiudere per crisi

di Alessandra Tuci
La farmacia di Abetone prima a chiudere per crisi

La riduzione del prezzo delle medicine convenzionate fra le cause del calo di vendite Federfarma lancia l’allarme, i gestori confermano: penalizzati i più piccoli

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PISTOIA. Allarme per 150 farmacie della Toscana, comprese quelle della provincia di Pistoia. Una di queste, la farmacia di Abetone,ha già chiuso i battenti e altre potrebbero seguire a breve lo stesso destino. L’allarme viene da Urtofar, la sede toscana di Federfarma, ed anche dai report delle banche. Le cause di questa crisi sono tante e diverse. La prima è la notevole riduzione del prezzo dei farmaci convenzionati, dai quali le farmacie potevano ottenere incassi sicuri anche al fine di poter avere finanziamenti dalle banche. Da qualche anno si combatte per una diminuzione della spesa pubblica che comporta un rilevante abbassamento dei prezzi dei farmaci convenzionati, grazie anche alla maggiore diffusione di farmaci generici. La crisi sembra interessare soprattutto gli esercizi commerciali più piccoli e quelli dislocati in aree meno popolate. «La farmacia di Abetone è già fallita – spiega Sandra Palandri, titolare della farmacia di San Baronto e presidente di Federfarma Pistoia – La difficoltà economica è notevole, soprattutto per le farmacie più piccole, venendo a mancare un collegamento con il servizio sanitario nazionale. È necessario aprire un dialogo con l'Asl per aiutarci a vicenda, al fine di creare nuovi servizi al cittadino e far risparmiare anche l'Asl stessa. Più volte sono state segnalate le difficoltà elevate che colpiscono tutte le farmacie, in particolar modo quelle rurali, soprattutto perché la regione Toscana è sempre stata attenta a queste problematiche ed estremamente attiva per i risparmi sulle farmacie». Palandri evidenzia inoltre l'importanza della figura del farmacista per la consegna del farmaco, «poiché molto spesso vi è una differenza sostanziale tra ciò che ha prescritto il medico curante ed il farmaco che viene dato al paziente». Di questa crisi ne parla anche Stefania Trebbi, titolare dell'Antica farmacia Chiti, sostenendo che «Le farmacie hanno grossi problemi anche per i richiami continui dell'Asl. Noi lavoriamo molto, ma le difficoltà sono enormi ed alla fine del mese il fatturato è calato notevolmente». Ovviamente la crisi investe anche la diffusione di prodotti da banco e parafarmaceutici, dalla cui vendita il guadagno è sempre stato notevole. «Se le persone non prendono nemmeno i farmaci di fascia C, figuriamoci se comprano prodotti da banco. Molte volte le persone entrano, chiedono il costo di un farmaco e poi se ne vanno senza comprare niente, oppure preferiscono scegliere i prodotti generici. Forse parlare di fallimento è un po' esagerato, ma è evidente che i problemi ci sono e che sono sempre più impellenti». Allo stesso modo anche la titolare della farmacia di S. Agostino, Claudia Desiderio, parla di "un periodo molto critico per il settore farmaceutico, anche a causa di continue pressioni da parte dell'Asl che forse, probabilmente ha altri interessi. Si verifica infatti sul nostro territorio una dispensazione dei farmaci da parte dell'Asl a fonte di un ipotetico risparmio che forse in realtà non c'è».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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