Fanucci firma l’emendamento “web tax” ma da Matteo arrivano le bacchettate
Ha conquistato la ribalta dei grandi giornali l’iniziativa del deputato Pd pistoiese Edoardo Fanucci , (foto) primo firmatario dell’emendamento che ha inserito la “web tax” nella legge di stabilità....
Ha conquistato la ribalta dei grandi giornali l’iniziativa del deputato Pd pistoiese Edoardo Fanucci , (foto) primo firmatario dell’emendamento che ha inserito la “web tax” nella legge di stabilità. La norma, subito battezzata anche “Google tax”, ha lo scopo di far pagare al fisco italiano le imposte sull’attività che le grandi multinazionali del web, da Google ad Amazon, realizzano sul territorio italiano. Oggi, invece, queste corporation scelgono paesi dal regime fiscale per loro più conveniente, come l’Irlanda. Fanucci ha spiegato che la sua iniziativa mira a far emergere guadagni nascosti, non certo ad ostacolare lo sviluppo delle attività su internet. Ciò nonostante, a criticare piuttosto pesantemente l’emendamento Fanucci, ieri, è stato proprio il leader cui Fanucci si eifà, cioè Matteo Renzi. «Non ne abbiamo fatta una giusta – ha detto parlando all’assemblea Pd di Milano – dalla nuvola digitale andiamo alla nuvoletta di Fantozzi». Secondo Renzi il tema va affrontato a livello europeo.
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