Ma sulle azioni di Pieve è guerra con Prato
La Cap ha vinto la gara per l’acquisto delle quote e ora diffida il Comune di Pistoia dal subentrare
PISTOIA. Sembra una riedizione delle secolari disfide tra Prato e Pistoia, ma questa vicenda è di stretta attualità. In ballo ci sono le azioni della Copit spa in mano al Comune di Pieve a Nievole: l’1,25%, pari a un valore di 42.000 euro. Pieve le vende, perché per legge (il decreto legislativo 78/2010) scatta l’obbligo di liberarsi delle azioni di società partecipate che abbiano chiuso in rosso gli ultimi tre bilanci (e Copit è in queste condizioni) se si è Comuni sotto i 30.000 abitanti . Altri Comuni, del resto, si apprestano a fare lo stesso.
Pieve, però, è stato il primo. Ha fatto una gara che - a ottobre – ha vinto la Cap di Prato. Dopo di che Pieve a Nievole ha interpellato il Comune di Pistoia, in base al diritto di prelazione contenuto nello statuto del Copit. E Pistoia, che non vuole che la maggioranza del Copit finisca in mani private, ha accettato l’offerta e il 18 novembre scorso ha deliberato il via libera all’acquisto.
Alla Cap hanno interpretato la cosa come l’ennesimo atto di ostilità (i rapporti con i cugini pratesi sono tesi dopo la decisione, un anno fa, del Copit di uscire dal consorzio Ctt). Così Cap ha scritto ai due Comuni, diffidandoli dal dar seguito alla cessione di azioni al loro interno, visto che nello statuto Copit non c’è traccia del diritto di prelazione rivendicato (che esiste, ma solo se a vendere sono i soci privati). Insomma, si prepara una guerra legale.
«L’avevamo detto subito che quell’operazione presentava dei problemi – è il commento del consigliere Pdl Alessandro Capecchi – perché il diritto di prelazione tra enti pubblici nello statuto non c’è. Potremmo chiamare in causa i patti parasociali interni al Copit, ma proprio esaminando l’acquisto delle azioni di Pieve a Nievole abbiamo scoperto che i patti esistono ma non sono mai stati firmati. Oltretutto, abbiamo accettato di comprare le azioni al prezzo matrurato nella gara, senza effettuare una perizia sul valore reale dell’azienda ed esponendoci quindi a possibili danni erariali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google