Il Tirreno

Pistoia

Un progetto da 90 milioni con la Fiat

di Leonardo Soldati
Un progetto da 90 milioni con la Fiat

È in arrivo nel nuovo distretto ferroviario pistoiese. Parteciperà anche Fincantieri, colosso della navi da crociera

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PISTOIA. ll distretto tecnologico ferroviario può vivere anche senza la Breda, nel caso il colosso dei treni venisse venduto o ridimensionato da Finmeccanica. Lo hanno ribadito ieri alla conferenza stampa che ha partorito il bilancio dei primi due anni di attività per il Distretto Tecnologico Ferroviario Toscana, organismo partecipato da 110 imprese toscane o con sede operativa in Toscana, anche locali come l’Ecm di Cantagrillo di rilievo internazionale, con più di 5 mila persone occupate nel complesso.

Tale sodalizio, con sede operativa in città presso la Provincia, è stato istituito dalla Regione con la finalità di accrescere la competitività delle aziende facendo ricerca ed innovazione.

L’occasione della presentazione è avvenuta in una conferenza stampa convocata in prossimità di una riunione del Comitato di Indirizzo ed alla vigilia della nascita del Cluster (gruppo) tecnologico nazionale “Trasporti Italia 2020”, al quale partecipa il Distretto con un compiti di back office, contribuendo così alla definizione delle strategie tra il comparto nazionale e gli organi di governance del neo nato gruppo, grazie ad un lavoro svolto per il cluster da giugno 2012 ad oggi.

Con l’impegno del Distretto, la Toscana ha ottenuto tre posti nella governance del nascente gruppo sui sei disponibili.

Un ruolo di coordinamento delle piccole e medie imprese del settore per il Distretto, intenzionato adesso a partecipare ai grandi bandi di finanziamento europei.

Riguardo al lavoro svolto in questo tempo, l’ottenimento di un progetto ferroviario nazionale da 12 milioni di euro con ricaduta interamente sul territorio toscano, l’adesione, unica in Italia, al raggruppamento dei Distretti Tecnologici ferroviari Europei (Frci), la collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione (Miur), lo sviluppo di rapporti con distretti ferroviari tedeschi.

In programma, invece, un lavoro comune del cluster con Fiat e Fincantieri per un progetto, da 90 milioni di euro, di sviluppo di nuovi materiali per l’efficienza energetica e la protezione dell’ambiente, utilizzabili sia in ambito ferroviario che automobilistico e marittimo.

Si guarda come già detto ad uno scenario europeo, con l’intenzione di partecipare a maxi- programmi di sviluppo tecnologico per treni e sistemi ferroviari: “Orizzonte 2020” e “Shift2Rail”.

Collaborazione tra soggetti anche potenzialmente diversi è dunque la parola d’ordine di quest’iniziativa, non solo per sopravvivere, ma per crescere. «Siamo un modello di buone pratiche di collaborazione» osserva infatti la presidente del Distretto, ing. Lorenza Franzino, espressione di Ansaldo Breda. Ma che riflessi potrebbero esserci sul Distretto, se Finmeccanica decidesse di vendere l’azienda anche pistoiese? Alla domanda Franzino ritiene di non dover rispondere, mentre Veronica Bocci di Pistoia Futura, per il ruolo, ha dato una spiegazione tecnica, ovvero se chi eventualmente subentrerà nella proprietà non aderirà al Distretto, rimarranno comunque le altre 109 aziende senza ripercussioni tecniche, ritenendo che la Toscana in generale dispone delle competenze adeguate in materia, «ci sarà sempre il settore ferroviario nella regione» ha detto.

La presidente della Provincia ha sottolineato che il Distretto non è solo pistoiese sebbene, su sollecitazione del territorio, la Regione ne abbia stabilito la sede in città, vista anche la sua posizione baricentrica.

Il coordinamento operativo del sodalizio, basato su una concezione innovativa di filiera impresa-mondo accademico, è stato affidato a Pistoia Futura.

La necessità è adesso di strutturare il Distretto come figura giuridica autonoma.

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