Il presidio
Niente giudice del lavoro, lettera al ministro
Il segretario Psi Nencini: le cause ferme sono passate da 1070 del 2012 alle 1450 di quest’anno
PISTOIA. Intanto cresce la protesta e anche l’indignazione perchè il Tribunale di Pistoia sia senza un giudice del lavoro.
«Sembra impossibile credere che nel Tribunale di Pistoia siano fermi da quasi due anni i procedimenti giudiziari ritenuti urgenti per legge, come i licenziamenti effettuati da datori di lavoro occupanti oltre 15 dipendenti».
Lo ha detto il senatore toscano, Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi appena riconfermato e firmatario di una interrogazione parlamentare sulla vacanza del giudice del lavoro, trasferito ad altro tribunale dal 2011.
«Stessa sorte per le procedure ordinarie, ma pur sempre delicate, in materia di pensioni e assistenza, riconoscimenti di invalidità, controversie connesse ad accertamenti ispettivi».
«La situazione avrebbe potuto essere risolta con la rapida assegnazione di altro giudice in forza presso il Tribunale di Pistoia - ha proseguito Nencini - ma la soluzione sembra di là da venire, con il risultato che il numero di procedimenti sul lavoro e previdenza pendenti sta aumentando esponenzialmente, passando dai 1.070 del 2012 ai 1.450 del 2013».
«Abbiamo chiesto al ministro della Giustizia - ha concluso il segretario del Psi - come intenda intervenire perché le migliaia di lavoratori, pensionati e invalidi di quel territorio escano da un tale limbo infernale».
Vedremo se dopo la lettera di Bertinelli a Napolitano (come presidente del Csm) e questo intervento di Nencini presso il ministro della Giustizia Cancellieri, le cose potranno cambiare.
Sembra impossibile, comunque, che una cosa del genere, possa succedere proprio a Pistoia, città che si è sempre battuta per i diritti dei lavoratori. Peraltro passata sotto silenzio per mesi.
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