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Pistoia

Il mistero del «Baro» dalla Polonia a noi: ecco Caravaggio

di Corrado Benzio
Il mistero del «Baro» dalla Polonia a noi: ecco Caravaggio

Apre venerdì la mostra sul «Giuoco» ospitata a villa Smilea. Si punta a superare i 9mila visitatori dello scorso anno

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MONTALE. I quadri di Caravaggio sono sempre pieni di misteri, come del resto la vita di Michelangelo Merisi. Per questo il pittore lombardo vive una straodinaria stagione di successo popolare. Troppo maudit per non affascinare. E gli stessi suoi capolavori raccontanto storie incredibili. Come la morte della Vergine esposta al Louvre. Dove la modella per la Madonna morta è una prostituita annegata e tirata fuori dal Tevere. Un modello così empio che la tavila venne rifiutato dall’ordine religioso che l’aveva commessa e pagata.

E che dire allora del «Baro», il dipinto che da venerdì sarà la star della mostra «Il giuoco al tempo di Caravaggio»? Intanto che è solo «attribuito» al pittore morto all’Argentario. Ma che sopratutto ha una storia misteriosa.

Proviene, per sbarcare in Toscana, da una collezione privata in Polonia. Dove peraltro i Nazisti prima e i Comunisti poi non hanno lasciato grande spazio a quelle forme di collezionismo privato. Tanto che il curatore della mostra, il professor Pier Luigi Carofano dell’Università di Pisa che lo ha trovato nell’Est Europa, sostiene che potrebbe essere tornato in Polonia, dove il comunismo cadde nel 1989, uscendo da qualche caveau di banca svizzera o austriaca. Storia misteriose ed affascinanti anche per le altre opere che nella villa di Montale racconteranno l’evoluzione del gioco fra 1500 e Settecento, ma anche in funzione dell’evoluzione della società.

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A presentare la mostra in Regione c’era l’assessore Scaletti, il sindaco di Montale, il presidente della Provincia Fratoni. C’erano soprattutto in rappresentanti dell’ospedale Meyer e dell’Opa di Massa. Alle due strutture andrà il ricavato della vendita dei biglietti. E non dovrebbe trattarsi di spiccioli. Come è stato spiegato in conferenza stampa ls pese della mostra sono praticamente già coperte dagli sponsor. Lo sbigliettamento, come si dice in gergo, andrà tutto in beneficenza. E non dovrebbe trattarsi di spiccioli, visto che la mostra su Caravaggio dello scorso anno portò a Montale quasi 9mila visitatori.

Cifre grosse per quella che potrebbe apparire una mostra e una realtà artistica minore, già rispetto a Pistoia o a Prato. Invece Montale marcia decisa e intorno ai quadri del Caravaggio e di Guido Reni sono già stati organizzati laboratori per le scuole ma anche cene dedicati ai tanti misteri del pittore.

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