Meteo
Pistoia non esporta in Germania e Usa Per questo soffre
Report spiega perché il nostro export ha perso il 22% in due anni. Le nostre aziende sono troppo obsolete
PISTOIA. C’è la crisi, ma non solo a Pistoia. Ma da noi si sente di più perchè il nostro sistema economico esporta poco. O comunque esporta in paesi non ricchissimi .
Questo il risultato del rapporto “Pistoia nel mondo”, scritto da Giovanni Foresti, senior economist dell’Ufficio Industry & Banking del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, e presentato ieri.
Il punto di partenza del progetto “Pistoia nel mondo” è la lettura di un territorio e delle sue potenzialità. La provincia di Pistoia viene vista «quale impresa» economica e sociale, un ‘sistema aperto’ il cui sviluppo comune non deriva dalla semplice somma di interessi particolari, ma dalla capacità di interagire in sintonia e sviluppare Reti Valoriali. In questa visione, muovere la crescita e le Reti Valoriali della provincia significa attivare i diversi motori di sviluppo fra i quali CR Pistoia e della Lucchesia, Camera di Commercio di Pistoia e gli altri attori sul territorio quali Confindustria, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. Insieme, hanno coinvolto numerose imprese locali, focalizzando l’export quale principale volano dell’economia pistoiese, in particolare per quattro settori: l’agro-alimentare, il sistema casa (mobile, materie plastiche), la persona (abbigliamento, calzature) e la meccanica Vivaismo e Turismo vedranno una successiva iniziativa specificatamente dedicata. .
Attraverso il coinvolgimento diretto in focus group delle PMI locali, chiamate dalle singole Associazioni di categoria a focalizzare e definire - per ciascun settore di appartenenza - cosa significhi ‘internazionalizzazione’, sono emersi il sentiment «delle aziende, i punti di forza e di debolezza, i timori o gli elementi che possono costituire un’opportunità, arrivando a definire un possibile piano di azione per guardare all’estero con una strategia di crescita».
Il report illustrato da Giovanni Foresti ha consentito di far emergere l’effettiva estensione e varietà delle PMI pistoiesi, le difficoltà incontrate in questi anni e le potenzialità per le aziende che riescono a muoversi fuori dai confini nazionali sia in termini di produzione che di commercio.
La provincia di Pistoia ha registrato «i pesanti effetti della crisi dopo il picco positivo raggiunto nel 2001. Negli anni successivi è evidente un trend di progressivo calo delle esportazioni provinciali, che culmina con il crollo del 2009 non recuperato nel triennio successivo. Complessivamente, l’export di prodotti manufatti della provincia ha subito un calo del 22,4% tra il 2001 e il 2012.
Le difficoltà incontrate sui mercati esteri si sono riflesse nell’evoluzione dell’avanzo commerciale che nella provincia si è pressoché dimezzato, mentre in Italia è quasi raddoppiato. Questi risultati scontano molto verosimilmente una minore diffusione nella provincia di Pistoia di quelle strategie che nell’attuale contesto competitivo consentono di differenziare le produzioni, superando in tal modo la forte concorrenza presente a livello internazionale. Dalla banca dati ISID (Intesa Sanpaolo Integrated Dababase) emerge, infatti, che a Pistoia «è più bassa la quota di imprese manifatturiere con brevetti, certificazioni di qualità e ambientali, marchi registrati a livello internazionali e partecipate estere.
«Le criticità di Pistoia sono da ricondurre a una crisi quasi generalizzata che ha interessato molti settori in cui la provincia è specializzata, influenzando anche l’export: le esportazioni dirette verso i nuovi mercati sono aumentate, ma in misura minore rispetto a quanto osservato in Toscana e nel resto d’Italia.
Il peso di queste mete commerciali è, infatti, salito al 35,1% a Pistoia, contro un picco del 41,4% della Toscana.
Il confronto con Toscana e Italia mette in luce anche« l’eccessiva concentrazione delle esportazioni di Pistoia in Francia e Regno Unito e la contemporanea bassa presenza in Germania e Stati Uniti, due tra le economie avanzate con migliori prospettive di crescita nei prossimi anni.
«Secondo le stime del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo, la Germania è infatti l’unico paese europeo presente tra i dieci mercati a più alto potenziale per il manifatturiero italiano. Ai primi due posti di questa speciale classifica si collocano Cina e Stati Uniti, che insieme alla Russia sono i mercati a più alto potenziale di crescita anche per i settori in cui è specializzata la provincia di Pistoia: riuscire a sfruttare adeguatamente le occasioni di crescita presenti su questi mercati richiede un deciso cambio di passo da parte delle imprese pistoiesi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
