Sicurezza
Breda, quei testimoni che muoiono
Gli ex operai attendono i danni per l’amianto, ma le cause sono ferme: il giudice del lavoro manca da 20 mesi
PISTOIA. Ci sono i lavoratori Breda che, mentre tutti i vecchi compagni di stabilimento – e loro testimoni a favore – stanno piano piano morendo, attendono ancora di sapere se verrà riconosciuta o meno loro la maggiorazione previdenziale dovuta per l’esposizione all’amianto. E gli esodati parcheggiati nel limbo dalla legge Fornero, che, senza stipendio né pensione, avrebbero dovuto ottenere una sentenza in appena due mesi grazie al rito speciale introdotto appositamente per loro. Per non parlare delle cause previdenziali più semplici, quelle definibili con una perizia: vi sono in corso ancora quelle del 2011. Inoltre, i ricorsi al tribunale da parte di tutti coloro che si sono visti negare la pensione di invalidità o di inabilità, oppure l’assegno di accompagnamento, che non hanno altro modo di contestare la decisione dell’Inps che quella di rivolgersi alla giudice del lavoro. Giudice del lavoro che però, a Pistoia, manca ormai dal marzo 2012.
A lanciare l’allarme per la criticità che la nostra provincia sta vivendo è l’Ordine degli avvocati di Pistoia. Un allarme che è anche una chiamata a raccolta a sindacati, associazioni di categoria, enti locali, affinché uniscano leloro voci per un appello comune al Consiglio superiore della magistratura, affinché provveda al più presto a coprire il posto vacante ormai da venti mesi al tribunale di Pistoia. Il presidente provinciale dell’Ordine, Giuseppe Alibrandi, per illustrare la situazione ha convocato ieri mattina una conferenza stampa aperta a tutte le realtà direttamente coinvolte nell’emergenza giustizia del lavoro, aggravata dalla crisi economica che proprio sul mondo del lavoro ha le sue ripercussioni più violente. Tra gli altri, nell’ex pretura di San Mercuriale, erano presenti l’assessore comunale Mario Tuci, il direttore dell’Associazione industriali, Carlo Stilli, la segretaria provinciale della Cgil, Gessica Beneforti, e quella della Cisl, Patrizia Pelegatti, e, per la Cna, Elena Calabra.
Dai 1.070 che erano alla data del 31 marzo 2012, sono lievitati ai 1.450 dello scorso settembre – e sono certamente destinati ad aumentare ulteriormente da qui alla fine dell'anno – i procedimenti pendenti in tribunale in materia di lavoro e previdenza. Questo perché l’ultimo giudice del lavoro che il tribunale di Pistoia ha avuto è stato Giuseppe De Marzo, trasferito nel marzo dello scorso anno.
«Da allora – spiega l’avvocato Alibrandi – sono stati applicati, per un solo giorno la settimana, magistrati da altri tribunali, che già avevano tra l’altro un proprio carico di lavoro. E da settembre scorso, non abbiamo più neppure questo. Solo il presidente del tribunale, che si è accollato i procedimenti per ingiunzione».
Un anno fa il Csm aveva bandito un concorso per la copertura del posto vacante, e cinque magistrati avevano fatto richiesta per essere trasferiti a Pistoia, ma tutti, poi, pare di fronte all’enorme mole di arretrato, avevano revocato le proprie domande. Ad ottobre il bando è stato ripubblicato e almeno una domanda è stata presentata, senza essere revocata. Ma i tempi burocratici per la valutazione da parte del Csm si annunciano lunghi. Troppo lunghi secondo l’Ordine degli avvocati.
«Abbiamo scritto già due volte al Csm per avere chiarimenti in merito, senza ottenere risposta – spiega il presidente Alibrandi – Se dovremo aspettare il settembre 2014 per avere un nuovo giudice la montagna di arretrati sarà ancora più alta di quella attuale. Noi chiediamo che i tempi di copertura del posto siano i più rapidi possibili».
Nei giorni scorso i parlamentari Caterina Bini e Riccardo Nencini hanno presentato due distinze interpellanze sui tempi necessari affinché Pistoia abbia un giudice del lavoro.
L’assessore ai Servizi sociali Mario Tuci ha assicurato l’appoggio in questa “battaglia” per la giustizia del Comune di Pistoia: «Il sindaco invierà a chi di competenza una sollecitazione a fare presto. In una situazione sociale come questa sarebbe estremamente grave che i tempi si allungassero ancora».
Anche la Cgil ha più volte espresso preoccupazione al riguardo. «Si pensi solo al recupero crediti da parte dei dipendenti – sottolinea Gessica Beneforti – nell’ultimo anno e mezzo le richieste sono quadruplicate a causa della crisi».
Elena Calabria, della Cna, si è unita all’appello, sottolineando nel contempo la necessità di percorrere parallelamente anche la strada della semplificazione, per cercare di risolvere le controversie anche in via preventiva, prima di arrivare davanti al giudice.
Invito alla coesione nel sollecitare celerità anche dal direttore degli Industriali pistoiesi. « Purtroppo – ha fatto presente – anche se il problema si risolvesse adesso, saremmo in presenza comunque di tempi poco compatibili per un paese che si trova in una situazione come quella attuale».
Massimo Donati
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