Bargellini si difende: «Saprò dimostrare la mia innocenza»
Candidato per il nuovo Consorzio il commissario si dichiara tranquillo sull’inchiesta in corso e sul processo per il 2009
PISTOIA. «Danneggiato? Valutate voi... Non credo che la magistratura esca due giorni prima delle elezioni volutamente, ma lascio a voi dire se una notizia così alla vigilia della tornata di voto possa non danneggiarmi».
Le elezioni a cui fa riferimento Paolo Bargellini, commissario dal 2010 del Consorzio di bonifica Ombrone Bisenzio (e nel quinquennio precedente presidente) sono quelle in programma oggi per la scelta dei 26 rappresentanti del nuovo Consorzio di bonifica del Medio Valdarno. In base alla riforma della Regione Toscana i soggetti preposti alla gestione del territorio (tra Consorzi ed enti) scendono da 26 a 6. Ogni Consorzio eleggerà i 15 componenti dell’assemblea consortile, a cui se ne uniranno altri 11 nominati dalle istituzioni (Comuni 7, Province 3 e Regione 1). Il nuovo organismo interprovinciale, nel quale confluisce il Consorzio Ombrone, rappresenterà, oltre alla provincia pistoiese, quella di Prato, buona parte di quella fiorentina, ma anche parti di quella aretina e senese. Temendo di essere “fagocitata” dalla lista “fiorentina”, la n. 1, di Marco Bottino “Territorio, agricoltura, ambiente”, Pistoia e Prato hanno superato una litigiosità atavica mettendo su una lista unitaria dal nome “Insieme in difesa del territorio”.
È stata una campagna elettorale aspra, con Bottino che ha accusato Bargellini di avere una visione troppo “pistoiese-centrica” del territorio. Bargellini non solo respinge l’accusa, ma mette in dubbio la validità della candidatura di un esponente della lista n.1, il sindaco di Calenzano Alessio Biagioli: «Secondoquanto stabilito dalla legge 79/2012 la candidatura di Biagioli può essere materia di ricorso. Le cariche istituzionali (11) sono previste per legge, se inserisci un sindaco nella parte degli eletti dai consorziati alteri il voto. Anche in caso di dimissioni successive a chi va il suo bacino di voti?».
Bargellini si augura che la notizia della nuova inchiesta della procura non alteri a sua volta le elezioni. La procura ha aperto un’indagine per disastro colposo - al momento contro ignoti - per i danni alle case e al territorio causati dall’evento alluvionale del 21 ottobre. La cifra dei danni stimati dalla Provincia ammonta a 23 milioni di euro.
Ma c’è una precedente inchiesta con cui deve fare i conti il commissario del Consorzio pistoiese, sempre per disastro colposo, relativa all’alluvione del 2009. Inchiesta che è sfociata in un processo in corso.
«Non ricandidarmi - spiega Bargellini - era come riconoscermi responsabile, e non è così. La prima cosa che ho detto alle categorie nell’informare della mia candidatura è stata la presenza di questa inchiesta. Riguardo alla quale - sostiene - ritengo di poter dimostrare al processo le mie ragioni e la mia non colpevolezza. L’episodio si riferisce alla vigilia di Natale del 2009, alla Ferruccia, circa cento metri a monte del ponte dei Baldi. Ci fu un cedimento arginale a ridosso di un’abitazione. C’era un muro interno, coperto da uno scannafosso. Ribaltando, il terreno ha trovato spazio, e imbevuto d’acqua, si è abbassato. L’acqua ha filtrato nella casa, allagandola. Com’era possibile - afferma Bargellini - vedere in che condizioni era il muro, e anche se lo vedevamo, cosa potevamo metterci?». Riflessioni che faranno parte della difesa che sarà argomentata nel processo.
Tiziana Gori
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