Il Tirreno

Pistoia

Condannato a un anno Luciano Del Santo ex presidente del Copit

Condannato a un anno Luciano Del Santo ex presidente del Copit

Falsificata secondo il giudice la sua lettera di candidatura al vertice dell’azienda. Stessa pena per il capo dei commessi

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PISTOIA. Condannato a un anno di reclusione con la sospensione condizionale della pena l’ex presidente del Copit Luciano Del Santo. Stessa pena, il tribunale l’ha inflitta ieri mattina all’ex capo degli uscieri del Comune di Pistoia, ora in pensione, Giovanni Lucarelli. Ma il giudice monocratico Elena Mele nella sua sentenza ha riqualificato il reato contestato ai due imputati: non più quello di falsità materiale in atto pubblico commessa da pubblico ufficiale, bensì quella di falsità materiale commessa dal privato, che prevede pene più lievi e praticamente nessuna conseguenza dal punto di vista delle relazioni con le pubbliche amministrazioni. Le motivazioni saranno rese note entro 90 giorni.

Il caso che ha portato Del Santo sul banco degli imputati è quello della sua nomina a presidente dell’azienda di trasporti Copit. Siamo nel 2009 e Del Santo, esaurita l'esperienza alla guida della Farcom, l'azienda delle farmacie, inoltra in Comune la domanda con allegato il curriculum in cui si propone per un nuovo mandato alla Farcom. Il sindaco Renzo Berti, invece, lo vede bene come presidente del Copit e gli conferisce la nomina.

Il caso scoppia quando alcuni consiglieri comunali di opposizione rivelano che l'autocandidatura di Del Santo, depositata il 10 aprile precedente (come prevedeva il regolamento approvato nel gennaio 2008 dal consiglio comunale) non avrebbe contenuto inizialmente la disponibilità ad essere nominato alla guida del Copit, ma solo quella ad essere confermato alla presidenza della Farcom. Tale disponibilità, a loro dire, sarebbe stata aggiunta successivamente, per rendere legittima la proposta di nomina formulata dal sindaco Renzo Berti. Per questo presentano un esposto in cui si ipotizza il reato di falso in atto pubblico per le manipolazioni che avrebbe subito la lettera di autocandidatura quando era già stata depositata all'ufficio protocollo del Comune. La nuova lettera conteneva quattro righe finali in cui Del Santo manifestava la propria disponibilità ad altre nomine che sembrassero opportune all’amministrazione in altre società.

In pratica, la procura ha fatto proprie tali accuse e ha chiesto il processo nei confronti del presidente del Copit e del commesso comunale che materialmente avrebbe provveduto a sostituire la lettera all'ufficio protocollo. Il pm Giuseppe Grieco, la scorsa udienza, aveva chiesto 2 anni e mezzo di reclusione.

«Leggeremo la motivazione dell sentenza – spiega l’avvocato Andrea Niccolai, difensore di Del Santo – che in parte mi sorprende a fronte delle risultanze dell’istruttoria dibattimentale. E credo che alla fine proporremo appello». (m.d.)

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