Ambulatori chiusi Il medico firma le ricette per strada
Ancora proteste a Campo Tizzoro e Bardalone Anziani costretti ad aspettare fuori alla pioggia e al freddo
CAMPO TIZZORO. Se in estate non dava tanto fastidio aspettare l’arrivo del medico di famiglia negli ambulatori di Campo Tizzoro e Bardalone, adesso la protesta inizia a farsi serrata da parte dei cittadini del versante adriatico del Comune di San Marcello. Infatti, da quando i due ambulatori vengono aperti dal medico di turno oppure da alcuni volontari che non sono sempre disponibili, i pazienti sono costretti ad aspettare fuori al freddo e sotto la pioggia. E la maggior parte di loro, inevitabilmente, sono anziani. È di pochi giorni fa il fatto accaduto a Bardalone, quando il medico ha addirittura firmato le ricette sul cofano della sua automobile a Campo Tizzoro, all’inizio di via Serrina, con persone costrette ad aspettare fuori, sul marciapiede o addirittura in mezzo alla strada, che qualcuno con la chiave aprisse l’ambulatorio. Questa protesta fu cavalcata a fine agosto da Ornella Cattani, ex dipendente dell’Asl 3, che si fece portavoce degli abitanti della zona. Fu mandata una lettera al sindaco di San Marcello Silvia Cormio, ai tre consiglieri di opposizione al comune di San Marcello e al consigliere regionale del Pd Gianfranco Venturi. «Il disservizio prosegue e siamo davvero molto arrabbiati per come siamo trattati. Non possiamo aspettare l’arrivo del medico che apre l’ambulatorio, oppure sperare che qualche volontario si ricordi di farlo – lamenta Ornella Cattani – basti pensare per lo scorso lunedì sulla porta di Campo Tizzoro c’era scritto che la stanza e la piccola sala d’aspetto sarebbe stata aperta del primo medico che avrebbe poi fatto le visite. Ma stiamo scherzando? E noi che facciamo? Si aspetta fuori? Tutto ciò è pazzesco prosegue la signora Cattani. Vogliamo che qualcuno apra i due ambulatori, vogliamo che vengano aperti mezzora prima dell’arrivo del dottore, così che almeno ci possiamo riparare dal freddo. Questo chiediamo a gran voce adesso».
«Dopo la mia lettera indirizzata al primo cittadino di San Marcello – prosegue la donna – sono andata anche a parlarci di persona e il sindaco mi disse che avrebbe parlato di questo alle autorità sanitarie, mentre non ho avuto nessuna risposta da parte dei tre consiglieri di minoranza. Invece ho saputo che il consigliere Venturi avrebbe presentato una sua interrogazione in Regione. In questo modo si perde la dignità di pazienti e di essere umani. Se vogliono portare tutti i servizi ambulatoriali alla futura casa della salute presso l’ospedale di San Marcello, che ce lo dicano subito: non vogliamo più essere presi in giro, anche perché, dopo che cadde un albero sull’ambulatorio di Pontepetri, questo è chiuso e inagibile. Rimangano gli ambulatori di Bardalone e Campo Tizzoro, mentre Maresca viene gestito dai volontari della Pubblica Assistenza. Concludo dicendo che due giorni fa sono andata presso il nuovo sportello “Dillo al Comune”, dove ho raccontato ancora una volta tutta la questione alla consigliera di Cutigliano Antonia Amoroso, che fa parte della commissione per segnalare i vari disservizi in ambito sanitario. I nostri passi i abbiamo fatti, ora aspettiamo davvero e in tempi brevi risposte concrete».
Alessandro Sisi
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