Il Tirreno

Pistoia

«Qui prima o poi ci scappa il morto»

di Beatrice Faragli
«Qui prima o poi ci scappa il morto»

Ponte di Berlicche, gli abitanti sono infuriati: sugli argini della Brana soltanto i teli degli interventi di emergenza

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«Quando ci scapperà il morto tutti dovranno ricordarsi di queste parole: la tragedia era annunciata ma nessuno ci ha voluto ascoltare».

Nella zona del ponte di Berlicche, ad Agliana, i residenti non dormono la notte. Hanno paura che l’acqua si porti via le loro case. Peggio: temono per la propria vita. Per questo stanno preparando un esposto per i mancati interventi sugli argini.

«Abito da sola e ogni volta che piove tremo» racconta Giuseppina Catinella, di 74 anni. «Se sono a Milano col camion, per lavoro, e inizia a piovere – dice Mirko Sanna, anche lui residente nell’area vicino alla Brana– chiamo subito a casa. Ecco a che punto siamo arrivati».

«Non dormo da giorni. La prossima piena noi – Irene Catalano ne è certa – non la potremo raccontare. Qui se allaga siamo in trappola. Non riuscirebbe a venire nemmeno l’ambulanza».

Le paure dei tanti anziani “con gravi patologie” che vivono nella zona, dei loro figli e nipoti, si concretizzano in quella distesa impressionante di teli messi sull’argine della Brana dopo l’emergenza del 21 ottobre scorso, quando il torrente è tracimato riversandosi sui caseggiati vicini. «Limitarsi ad interventi d’emergenza, come l’installazione di teloni in pvc sugli argini – dichiaravano appena ieri dal Consorzio Ombrone – può essere sufficiente nell’immediato, ma risulta fortemente deficitario nel lungo periodo».

“Immediato” però, nella zona di Berlicche, è una parola tanto abusata nella teoria, quanto sconosciuta nella pratica. A collegare i due argini del torrente, ad esempio, c’è un ponte “provvisorio” (così dice anche il cartello stradale), che è lì dal lontano 1982. E poi, senza andare così indietro nel tempo, ci sono i lavori prioritari di ripristino dell’argine previsti in seguito agli allagamenti del Natale 2009: mai realizzati. Fino a poco tempo fa, mancavano i soldi per farli. Adesso che le risorse sono state trovate, la Provincia ha assicurato l’intervento durante la primavera 2014. Intanto però le condizioni dell’argine sono notevolmente peggiorate.

La terra coperta nelle scorse settimane con i telicontinuato a franare. Eppure «la Provincia ha ritenuto di dover dichiarare lo stato di somma urgenza per un solo intervento», denunciano i cittadini. Si tratta di un rialzamento dell’argine a monte del torrente, nel lato di via Berlicche e Ponte dei Bini. «Ci stanno condannando a morte – dice Catalano – Se sistemano solo da una parte, tutta la pressione dell’acqua andrà dall’altra. È una cosa che capirebbe anche un bambino».

E in realtà anche i tecnici che lavorano nel Consorzio sono disposti ad ammettere, seppur in maniera anonima, la pericolosità dell’attuale situazione di Berlicche e il rischio che starebbero correndo i cittadini. I teli infatti, sostiene un esperto, non rappresentano assolutamente una garanzia contro la furia delle piene, se queste dovessero tornare a stretto giro con la violenza che le ha caratterizzate a volte.

«Qualche giorno fa sono venuti degli operai a fare un intervento nella parte esterna dell’argine – riprende il racconto dei residenti – Hanno smosso la terra per tappare dei buchi. A fine lavori abbiamo pensato che avessero soltanto peggiorato le cose. Ma di chi è la responsabilità di tutto questo? In quell’occasione abbiamo scoperto che, tranne su un punto al di là della strada, qui per ora lasceranno i teli, senza intervenire».

In mezzo al torrente si vedono ancora i segni dell’ultima piena di ottobre. Un cassonetto emerge dalle acque, scaraventato nell’alveo dall’ultima piena. «Più in là – dice Sanna – ce n’è un altro. E poi c’è anche una macchina. Siamo esasperati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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