Lascia la città per vivere in roulotte all’Orsigna
ORSIGNA. Si chiama Vittorio Borchi il cenciaiolo-pittore che, stufo della vita di città, va a vivere all'Orsigna in una roulotte in attesa che siano terminati i lavori alla sua casa. Un antico rudere...
ORSIGNA. Si chiama Vittorio Borchi il cenciaiolo-pittore che, stufo della vita di città, va a vivere all'Orsigna in una roulotte in attesa che siano terminati i lavori alla sua casa. Un antico rudere recuperato mediante ristrutturazione nella quale si è utilizzata solo pietra locale. Ha sessanta anni, è divorziato ha un figlio di 30 anni che vive a Madrid dove ha aperto un ristorante in società con due spagnoli. Vittorio è vissuto a a Prato dove ha trascorso l'intera vita esercitando il mestiere del cenciaiolo, ovvero quell'attività che attraverso la cernita di vecchi stracci consente il recupero dei vecchi "cenci", dei vestiti dismessi, che opportunamente trattati torneranno ad essere nuovi filati da impiegare nella tessitura. Il cenciaiolo è un mestiere che si trova al primo posto della catena industriale che fece di Prato una città ricca. Vittorio è anche un appassionato pittore, e un amante della natura. «Ho iniziato a lavorare a nove anni – dice – e dopo una vita intera di lavoro ho acquistato questo vecchio rudere che ho voluto ristrutturare riutilizzando la pietra col quale era stato costruito. Lascerò la mia casa di Prato e verrò a vivere qui all'Orsigna. Lascerò il caos per una vita a contatto con la natura. La vita di città mi è diventata insopportabile. Qui all'Orsigna ho trovato la mia pace e qui trascorrerò il resto della mia vita. Fino ai quaranta anni d'età ho fatto molte scalate in Val d'Aosta nel gruppo "Lupi di Mondello Lario", si andava sul lago di Como nei pressi della fabbrica delle motociclette Guzzi e poi su per le montagne. Come potete vedere ora vivo in questa roulotte e non vedo l'ora che sia terminata la mia nuova casa».
La roulotte è strapiena di quadri che Vittorio orgogliosamente ci mostra: molti disegni a matita, ben fatti, con soggetti di nature morte e ritratti, tanti dipinti a olio e con acrilico fra i quali spicca la rappresentazione della fontana ristrutturata nella piccola borgata di "Lavacchini" all'Orsigna ed anche la strana figura dell'uomo del futuro. (s.r.)
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