Il presidio
Le Pettorine si ribellano ed entrano al vertice
In un primo momento erano state escluse dall’incontro in Comune Poi il presidente dell’Uncem Giurlani ha fatto entrare anche i contestatori
MARCELLO. Si è aperta con un curioso e movimentato siparietto la riunione tenuta ieri pomeriggio nel palazzo comunale di San Marcello, quando il presidente di Uncem, Oreste Giurlani, è salito in montagna per incontrare le associazioni del territorio - prime fra tutte le promotrici Zeno Colò e pettorine Montagna Pistoiese - ed i sindaci per parlare di riorganizzazione dell’ospedale Pacini. Già dalle 15, un’ora prima dell’incontro, una ventina di componenti del gruppo pettorine e della Zeno Colò, fra cui il presidente Emiliano Bracali, si trovavano schierati sugli scalini di palazzo civico per manifestare, con silenziosa presenza come d’abitudine, contro la chiusura ed il depotenziamento dei piccoli ospedali. A loro si aggiunti, via via, rappresentanti di altre associazioni di volontariato montane. Scoccate le ore 16, mentre tutti erano già pronti ad entrare in comune, dalla porta di ingresso una voce ha comunicato che all’incontro sarebbe stata ammessa solo una piccola rappresentanza delle associazioni, con un massimo 3 esponenti per le pettorine. È stata l’indignazione. «Non è plausibile – ha detto una pettorina – è il paradosso. Siamo stati noi, assieme alla Zeno Colò, a chiedere questo incontro con Uncem, in presenza dei sindaci, per fare chiarezza sui patti territoriali». L’incontro, come testimonia la corrispondenza via email, era stato fissato per il 14 ottobre nella sede delle 2 associazioni a Campo Tizzoro. Poi, per impossibilità di alcuni ad essere presenti, è stato posticipato al 31 ottobre. «Senza chiedere il nostro parere – prosegue un’altra pettorina – le controparti istituzionali hanno spostato la sede dell’incontro in palazzo comunale. Adesso ci sentiamo addirittura dire che noi, che siamo stati i promotori, non possiamo accedere in gruppo. Hanno accettato di incontrare le pettorine? Eccoci qua, in venti: una piccola rappresentanza degli oltre mille consensi che abbiamo raccolto. Parteciperemo tutti o nessuno». Vista l’atmosfera di tensione, che comunque ha sempre mantenuto toni contenuti, Giurlani è sceso sull’ingresso per proporre di aprire l’incontro a tutti in un secondo momento. Solo dopo mezzora di dibattito il gruppo pettorine è stato ammesso al completo in sala consiliare dove erano seduti i sindaci di San Marcello, Piteglio, Sambuca e di Cutigliano, affiancato dal consigliere Amoroso. «Oggi siamo qui per chiedere la verità sui patti territoriali – ci ha spigato Emiliano Bracali – vogliamo sapere se i nostri sindaci li hanno già firmati e se sono ancora modificabili». Intanto la questione sulla riorganizzazione dell’ospedale Pacini è arrivata sul tavolo del difensore civico regionale con un documento recapitato lo scorso 1° ottobre dai gruppi Zeno Colò e pettorine assieme ad altri esponenti del Crest, il comitato in difesa dei piccoli ospedali toscani. Il documento confronta la situazione attuale del nosocomio montano con quella del 2010 confutando, con tanto di numeri, alcuni passaggi del “Progetto di qualificazione e riorganizzazione dell’attività ospedaliera e territoriale” in cui l’Asl 3 parla di «potenziamento». Proseguono intanto le pratiche per il ricorso al Tar “Contro lo smantellamento dell’ospedale Pacini” promosso a settembre da pettorine e Zono Colò. «Con la petizione abbiamo raccolto 1.250 firme in una settimana– spiega Bracali – tutte certificate con carta d’identità e codice fiscale. Penso però che la cosa sarà lunga, come d’altronde sono i tempi della giustizia in Italia».
Elisa Valentini
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