Il presidio
La bocciatura di Legambiente Pistoia è poco ecosostenibile
Pistoia conferma le sue scarse quotazioni come città ecologica. Nella graduatoria 2013 che sintetizza la ricerca sull’ecosistema urbano presentata da Legambiente è al 29° posto in classifica
Pistoia conferma le sue scarse quotazioni come città ecologica. Nella graduatoria 2013 che sintetizza la ricerca sull’ecosistema urbano presentata da Legambiente e anticipata ieri dal Sole 24 Ore, Pistioia figura al 29º posto tra le 44 città medie italiane (popolazione tra 80 e 200.000 abitanti), seguita in classifica – tra le toscane – soltanto di Arezzo e Grosseto.
Quali sono i punti deboli della città nella pagella di Legambiente? Secondo quanto si comprende dalle classifiche sintetitche pubblicate dal quotidiano confindustriale, i problemi che affliggono la città sono soprattutto due: gli scarsi risultati nelle politiche sui rifiuti e la poca diffusione di mezzi di trasporto alternativi all’auto (bici e bus).
Qualche esempio? Pistoia è solo 24ª su 44 città medie per la produzione annua di rifiuti pro capite, un indicatore che è ovviamente tanto più negativo quanto più è alto. Ancora peggio per le politiche di recupero: Pistoia, qui, scende al 31º posto con il suo 36,2% di raccolta differenziata. Ma brutti voti in pagella arrivano anche dalla poca attenzione al risparmio energetico, dalla scarsa diffusione di fotovoltaico e pannelli solari.
Quanto ai trasporti, Pistoia è 29ª (di nuovo: su 44 città medie italiane) per la grandezza del parco auto, 63 ogni 100 abitanti. I pistoiesi sono abbastanza virtuosi alla guida e non provocano molti incidenti stradali, in compenso usano poco l’autobus (26º posto) e ancor meno la bici (27º). Va un poco meglio per la grandezza delle isole pedonali, ma anche qui la città non riesce a superare la 21ª posizione tra le città medie.
Il risultato di questi indicatori non positivi è la posizione di cui si è detto in apertura. E il fatto che tradizionalmente Pistoia abbia (quasi) sempre frequentato i bassifondi della graduatoria di Legambiente è certo una ben misera consolazione.
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