Il Tirreno

Pistoia

Tares e «sprechi» sull’inceneritore Il Cis non ci sta

Beatrice Faragli
Tares e «sprechi» sull’inceneritore Il Cis non ci sta

Il presidente Franceschi replica alle accuse di Fedi «Nessun milione perso per affidare a terzi la gestione»

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MONTALE. Alberto Fedi ha sbagliato a fare i conti. Nei suoi calcoli non ha considerato gli oneri di spesa assunti da chi gestisce l’inceneritore di Montale. Se lo avesse fatto, avrebbe scoperto che quel milione di euro a cui Cis spa starebbe rinunciando a favore di una gestione dell’impianto affidata a terzi, in realtà non esiste. E comunque, anche ipoteticamente, visto che riguarda la spa, proprietaria dell’impianto, e non la srl, responsabile dei servizi territoriali, quelle risorse non avrebbero inciso in alcun modo sulla Tares. È la posizione del presidente del cda , Edoardo Franceschi, sull’indagine del consigliere di “Montale che cambia”, Alberto Fedi, pubblicata ieri dal Tirreno. Anche il sindaco di Quarrata, Marco Mazzanti, denuncia un «uso strumentale dei dati economici» da parte dell’esponente del centrodestra montalese. Fedi, parlando di «sprechi e regalie» del Cis, ha puntato il dito contro la gestione dell’inceneritore di via Tobagi, affidata tramite gara alla società Ladurner per i prossimi 3 anni. Secondo il consigliere, la direzione Cis avrebbe preferito non riprendere in mano l’impianto dopo il periodo di collaudo - concluso nel 2012 e affidato alla Ladurner in qualità di costruttore delle modifiche impiantistiche realizzate nel 2009 – per svincolarsi da ogni responsabilità. A pesare nella decisione, ci sarebbe la condanna del febbraio 2012 di Giorgio Tibo e Maurizio Capocci, ex presidente Cis ed ex responsabile dell’impianto, in merito agli sforamenti di diossina del 2007. Così facendo però, sempre secondo Fedi, l’azienda pubblica avrebbe rinunciato a 1 milione di introiti derivanti dalla gestione diretta. «Calcoli completamente errati» ribatte Franceschi, presidente Cis spa e Cis srl, contattato ieri dal Tirreno. «Quel milione di cui parla Fedi, rappresenta le spese che attualmente sta sostenendo il gestore, e che avremmo comunque dovuto sostenere noi in caso di conduzione diretta. Se aveva dubbi, poteva convocarci, anche in un consiglio comunale aperto». La decisione di affidare l’inceneritore a terzi inoltre, è presa dall’assemblea dei soci, e non in solitaria dal cda. Ciò vuol dire che anche il sindaco di Montale David Scatragli, nella stessa maggioranza di Fedi (che è anche presidente del consiglio) ha ritenuto inopportuno tornare subito a una gestione diretta dell’impianto. L’obiettivo è il riequilibrio finanziario. In estrema sintesi, secondo il presidente, l’azienda con una conduzione diretta avrebbe rischiato di pagare in netto ritardo gli operai. «Il milione di certificati verdi (legati alla produzione di energia dell’impianto) del 2011 li abbiamo riscossi ora, perché – continua Franceschi - il sistema non era ancora a regime e dovevano essere effettuati tutti i controlli del caso prima del via libera ai pagamenti. L'intenzione - conclude - resta quella di tornare a gestire direttamente l'impianto dopo la fase Ladurner».

 

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