Il presidio
Quando la donna è fuggita era già morto
Durata un paio di minuti l’agonia dell’artigiano ucciso da un infarto durante un rapporto in auto
PISTOIA. Forse un paio di minuti, al massimo quattro. Tanto sarebbe durata l’agonia dell’artigiano 55enne trovato morto domenica pomeriggio all'interno della sua auto a San Quirico, sulle colline pistoiesi. È quanto è stato accertato dall’autopsia eseguita martedì pomeriggio all’obitorio dell’ospedale San Jacopo.
Già certo che il decesso era stato causato da un infarto durante un rapporto amoroso, la procura aveva chiesto al medico legale di stabilire se la morte fosse avvenuta o meno immediatamente. Un particolare fondamentale per l'eventuale prosecuzione delle indagini, per quanto riguarda le eventuali accuse da muovere nei confronti della donna che si trovava nell'auto insieme all’uomo e che si è data alla fuga abbandonandolo. Come detto, l’esame autoptico ha stabilito che tra l’insorgenza dell’infarto e il decesso sono passati al massimo quattro minuti: un tempo troppo breve per realizzare la gravità di ciò che stava succedendo e chiamare i soccorsi prima che sopraggiungesse la fine. Fatto sta che l’artigiano, quando la donna se n’è andata, era ormai morti. Se fosse stato ancora agonizzante, per lei sarebbe scattata automaticamente l'accusa di omissione di soccorso, ma stando così le cose non è più una priorità la sua identificazione. L’ultima parola spetta comunque al magistrato titolare delle indagini.
Intanto, comunque, i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale hanno già analizzato il telefono cellulare della vittima, trovato spento nell'abitacolo della Peugeot 206, per ricostruire quale sono state le ultime persone con cui ha avuto contatti. E' probabile che telefonate o sms siano stati scambiati anche con la donna in questione, che potrebbe essersi allontanata dal luogo della tragedia il preda al panico, terrorizzata dal fatto che la sua relazione con il 55enne artigiano (che abitava sulla Piana pistoiese) potesse venire alla luce.
Fatto sta che a causa della sua fuga il corpo è stato scoperto almeno una settimana dopo la morte. Il figlio aveva denunciato la scomparsa del padre domenica 29 settembre, in quanto per l'intera giornata precedente aveva invano tentato di contattarlo al cellulare. Temendo che, data la sua grave cardiopatia, potesse essergli successo qualcosa, era andato dai carabinieri. Per cui il decesso risalirebbe almeno alla nottata di venerdì 27 settembre. Divorziato da tempo, il 55enne artigiano (in passato aveva una falegnameria, poi chiusa) viveva da solo, anche se aveva una relazione stabile con un’altra donna.
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