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Pistoia

Al S. Jacopo i ricoveri non sono più brevi

Al S. Jacopo i ricoveri non sono più brevi

Incontrando i medici Abati ha voluto fugare l’idea che la nuova sanità accorcia i tempi di degenza

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PISTOIA. Si chiama “ospedale per intensità di cure” e i pistoiesi hanno capito che questa definizione significa fondamentalmente due cose. La prima è che non ci sono più i reparti tradizionali, ma equipe mediche che si occupano del paziente in modo personalizzato o quasi. la seconda è che l’ospedale non va considerato come un cronicario, e ci va chi veramente ne ha bisogno per il tempo necessario a farlo guarire. Il resto è affidato al “territorio”, cioè i medici di famiglia e i vari distretti. Il tutto deve essere il più integrato possibile per garantire la cosiddetta “continuità assistenziale”. Tutto ciò, rapportato al nuovo ospedale, è stato al centro di un tour-incontro fra direzione dell’Asl 3 e medici di medicina generale che si è svolto ieri al San Jacopo. Prima una visita guidata alla struttura, poi un incontro e una tavola rotonda. Il direttore generale Paolo Abati era accompagnato dal direttore sanitario Lucia Turco e da Roberto Biagini, direttore dell’ospedale. I tre massimi dirigenti dell’Asl hanno fatto da guida dividendosi i gruppi di medici, un po’ come avviene per le guide turistiche durante la visita di un monumento o di un museo. Insieme ad Abati c’erano, tra gli altri, Antonio Panti, vicepresidente del consiglio sanitario regionale, Egisto Bagnoni e Paola Davis, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’ordine dei medici della provincia di Pistoia. Abati ha voluto fugare quello che è ormai diventato un luogo comune: la riduzione dei tempi di degenza nel nuovo ospedale: «La riduzione dei tempi di ricovero non è un obbligo o un obiettivo del nuovo ospedale. Semplicemente abbiamo voluto un’organizzazione diversa che ha come conseguenza anche la riduzione dei tempi di ricovero. Ma la degenza deve svolgersi nei tempi che occorrono». Insomma, nessuno viene cacciato dall’ospedale anzitempo. «L’ospedale è molto bello, del resto come gli altri di nuova concezione che ho già visitato – ha detto Bagnoni – da quello di Prato appena aperto fino al nuovo ospedale di Viareggio. Purtroppo la burocrazia e la salute non seguono gli stessi tempi. Vanno messe a punto una serie di cose e il perfezionamento è ancora in corso. Insomma, ci vorrà un po’ prima di vedere l’ospedale funzionare a regime». (f.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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