Il Tirreno

Pistoia

Inceneritore, via all’indagine sui tumori

di Beatrice Faragli
Inceneritore, via all’indagine sui tumori

I residenti della Piana saranno invitati a segnalare ai medici di famiglia eventuali patologie oncologiche dal 1987 al 2012

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PISTOIA. Tumori e inceneritore: al via la raccolta dati per capire se a Montale ed Agliana ci si ammala e si muore di più per leucemie, linfomi e sarcomi rispetto alle aree che non hanno un impianto di incenerimento sul territorio. Nei prossimi giorni arriverà una lettera informativa ai cittadini dei due comuni coinvolti nell’indagine epidemiologica dell’Asl 3 di Pistoia, e a quelli di Quarrata e Serravalle, scelte come aree di confronto perché prive di un inceneritore.

Che nelle zone vicine all’impianto di via Tobagi, i decessi per tumore siano più elevati che in provincia e in regione (nel periodo 1987-2008) è un dato riportato già negli atti dell’azienda sanitaria locale. E’ in base a questi elementi che, nel gennaio 2012, l’Ordine dei medici di Pistoia chiese la sospensione dell’ampliamento dell’inceneritore montalese (previsto nel piano interprovinciale dei rifiuti e oggi bloccato dal piano d’ambito territoriale). L’indagine epidemiologica in corso servirà proprio a stabilire l’eventuale relazione tra le emissioni da incenerimento e le malattie riscontrate nella popolazione di Agliana e Montale.

E' l' ultimo tassello di un monitoraggio effettuato anche su ambiente e animali, che venne istituito dal tavolo tecnico della Provincia in seguito agli sforamenti di diossina del 2007. Come scritto nella lettera in arrivo ai cittadini, in presenza di patologie neoplastiche i residenti sono chiamati ad andare dal proprio medico di famiglia per compilare un’apposita scheda che raccoglie una serie di informazioni, ad esempio sulle abitudini di vita del malato e sul periodo di permanenza sul territorio in cui ha sviluppato la patologia. Ovviamente la collaborazione è volontaria. I risultati dell’indagine saranno resi pubblici in forma anonima. Sono importanti anche i casi di decesso segnalati dai familiari.

«Fondamentale – spiega Pietro Gabbrielli, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl – la partecipazione dei cittadini di Quarrata e Serravalle, che in via teorica sono meno sensibili all’indagine. Parliamo di patologie con numeri bassissimi, quindi un solo caso può cambiare i risultati. La partecipazione dei comuni di confronto è indispensabile a rendere realmente comparabili i territori presi in considerazione».

La raccolta dati continuerà fino al 31 dicembre. I risultati invece saranno disponibili soltanto alla fine del 2014, dopo l’elaborazione delle informazioni, che sarà affidata a un ente esterno ancora da individuare.

Nel dettaglio, sono invitati a partecipare allo studio, contattando i medici di famiglia e i pediatri, le persone che dal 1987 al 2012 si sono ammalate di queste patologie oncologiche: linfomi di Hodgking e non Hodgking, leucemie, sindromi mielodisplastiche, mieloma multiplo, sarcomi. Si tratta di malattie che in letteratura vengono correlate ai fumi degli inceneritori.

Il progetto è stato presentato ieri dalla responsabile, la dottoressa Chiara Gherardeschi (direttore sanitario Asl 3), dal direttore del dipartimento prevenzione Pietro Gabbrielli, dal direttore generale Asl di Pistoia Roberto Abati, dall’assessore provinciale all’Ambiente Rino Fragai, dai sindaci di Quarrata, Agliana e Serravalle e dall’assessore all’Ambiente di Montale.

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