Il Tirreno

Pistoia

Picchia l’anziana madre e la chiude fuori casa

di Tiziana Gori
Picchia l’anziana madre e la chiude fuori casa

Dopo la separazione dalla moglie il sessantenne viveva nella casa della donna Stanca dei maltrattamenti e delle percosse, lei alla fine l’ha denunciato

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I due nipoti l’hanno trovata seduta su una sedia, davanti casa. Era mattina presto e l’anziana, infreddolita ha detto ai ragazzi che si era coperta «alla bell’e meglio con un cencio» per riscaldarsi durante la notte passata all’addiaccio. Era fuggita dalle bottedel figlio, e una volta fuori casa l’uomo, 60 anni, aveva chiuso a chiave la porta per accertarsi che la madre non potesse tornare dentro. Una rabbia cieca, che non ha avuto pietà di una donna costretta ad affrontare i rigori della notte a 85 anni.

Erano i primi giorni di settembre. «Nonna, basta, non puoi andare avanti così». Sono stati gli stessi nipoti a convincerla a sporgere denuncia per maltrattamenti appena arrivati davanti l’abitazione. L’intervento della volante della Polizia ha portato alla luce una realtà di prevaricazione che ha convinto il sostituto commissario Francesco Carella, al comando delle volanti, a richiedere l’intervento del pubblico ministero di turno, il dottor Giuseppe Grieco.

Dopo la separazione dalla moglie (che lo aveva a sua volta denunciato per maltrattamenti) l’uomo era tornato a vivere con la madre. Una convivenza difficile. Con botte frequenti e momenti di pace. Più che altro quelli vicino alla data di riscossione della pensione, ha raccontato l’anziana alla Polizia. Poi, maltrattamenti pressoché quotidiani. Non percosse tali da costringerla a ricorrere alle cure dei sanitari del Pronto soccorso, ma litigi e percosse per motivi futili, a cui lei non aveva la forza e il coraggio di ribellarsi.

È raro, commenta il sostituto commissario Carella, che un genitore arrivi a denunciare il figlio. E quando lo fa, che si tratti della madre o del padre, è perché sa di poter contare su qualcun altro all’interno della famiglia in grado di stargli al fianco in una battaglia che alla fine non lascia vincitori sul campo. Ma che va combattuta, perché subire non è più possibile. La madre in questione ha trovato l’appoggio dei nipoti.

La sera precedente il figlio era rincasato quando lei era già a letto. Era entrato nella sua camera, malmenandola. Lei aveva sceso le scale ed era fuggita fuori. Impossibile rientrare - lui aveva serrato la porta a chiave - e forse non voleva nemmeno farlo. Ma non ha trovato la forza di allontanarsi.

La Polizia ha inoltrato la denuncia dell’anziana e la documentazione dell’accaduto al pm, che ha chiesto al gip una misura cautelare, arrivata due giorni fa. Il giudice per le indagini preliminari Roberto Tredici ha emesso un’ordinanza di allontanamento dall’abitazione familiare. Il figlio non può avvicinarsi a meno di 300 metri dalla casa della madre, sorvegliata dalla polizia. Ad eseguire l’ordinanza Paola Michelozzi, sovrintendente dell’Ufficio di polizia giudiziaria, il cui lavoro in questo difficile caso è elogiato dal sostituto commissario Carella. Il fenomeno dei maltrattamenti in famiglia, informa la questura, è particolarmente seguito da Polizia e magistratura.

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