Il presidio
Le tartarughe minacciano gli anatroccoli del Pertini
Un gruppo di frequentatori chiede l’intervento del Comune: «Le testuggini abbandonate si sono moltiplicate e mangiano i piccoli delle anatre»
Una popolazione di tartarughe acquatiche che cresce costantemente e che mette in pericolo la sopravvivenza delle altre specie animali che abitano il parco Pertini.
È questa la realtà denunciata da un gruppo di assidui frequentatori dello spazio di verde pubblico aglianese. «Negli ultimi 5 anni in maniera crescente la presenza delle tartarughe ha messo gravemente in pericolo la capacità di riprodursi delle anatre», spiegano alcuni di loro. «Quando gli anatroccoli nati da poco si apprestano ad attraversare il lago per le prime volte, vengono attaccati da 2 o più tartarughe che li trascinano sott’acqua e, dopo averli fatti affogare, li mangiano. Dell’ultima nidiata estiva, su 15/16 uova deposte, ad oggi, sono sopravvissuti soltanto 2 anatroccoli». Le tartarughe, in alcuni casi, raccontano i testimoni, anche se con minor successo, provano ad attaccare le anatre più grandi.
Nel mirino finché erano al parco, anche i cigni. Questa situazione ha portato le anatre a cercare nuovi posti per covare lontane dalle sponde del lago dove imperversano la tartarughe acquatiche, capaci di appostarsi anche su rami e piccoli tronchi subito fuori dall’acqua. Nei mesi estivi, ricorda Irio Bacci, «abbiamo tenuto d’occhio quotidianamente le sorti dell’ultima covata cercando di preservare gli anatroccoli dagli attacchi».
Irio Bacci, Gianfranco Tatini, Raniero Bellandi, Anna Bambini, Franca Meoni e Valter Nesi, che frequentano ogni giorno il parco, chiedono un intervento che ponga fine a questa situazione. Una soluzione, propongono, «potrebbe essere quella di rimuovere in qualche modo le tartarughe per riequilibrare il sistema del parco in favore delle anatre, che negli ultimi anni stanno purtroppo diminuendo costantemente». Il numero delle tartarughe acquatiche nello stesso periodo è invece aumentato a dismisura, anche perché, riferisce il gruppo, «chi non voleva più tenere a casa la propria tartaruga è venuto a lasciarla nel lago».
In generale, concludono, «il parco dovrebbe essere maggiormente sorvegliato». Il sindaco di Agliana Eleanna Ciampolini ricorda che il problema era già emerso in passato. «Ci eravamo attivati - spiega il sindaco - per capire se potevamo trovare una soluzione ottenendo un aiuto dal parco di Galceti, ma questo non è stato possibile. Da parte nostra c’è la massima disponibilità a ricevere i cittadini che hanno denunciato questa situazione per capire cos’è possibile fare». Resta il fatto, conclude Ciampolini,«che non è consentito abbandonare animali, e nemmeno le tartarughe, negli spazi pubblici».
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