«Non l’ho spinta giù» Si difende il marito della donna aggredita
Era scappata su un tetto per sfuggire alla furia dell’uomo Operata, resta grave. Lui è stato interrogato in carcere
PISTOIA. È stata operata al midollo spinale ed anche se le sue condizioni rimangono gravi, c’è qualche speranza in più che non abbia danni irreversibili alla schiena. Marta Bregu, la ragazza albanese di 28 anni spinta dal marito giù dal tetto di un capannone industriale nel corso di una lite, mercoledì mattina a Ponte Stella, è stata trasferita dal reparto di rianimazione di Careggi al Centro traumatologico dell’ospedale fiorentino. Ad assisterla c'è il fratello diciannovenne. Intanto, i tre figli piccoli (due maschi e una femmina) sono stati affidati ai servizi sociali del Comune di Serravalle e adesso si trovano in una casa protetta, in attesa che dall'Albania arrivi una loro zia, sorella della madre, che è stata subito avvertita dell'accaduto.
Ieri invece per il marito della donna, Elvis Gocaj, 32 anni, albanese, arrestato subito dopo il fatto dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio, è stato il giorno dell’interrogatorio di garanzia da parte del gip Roberto Tredici. Gocaj, detenuto nel carcere di Santa Caterina in Brana, aveva a fianco il suo avvocato difensore, Alessandro Mencarelli. Il pm che segue il caso, Francesco Sottosanti, ha chiesto la conferma della detenzione in carcere.
Davanti al gip l’uomo, ancora sotto choc per l’accaduto, ha ricostruito – dal suo punto di vista – le terribili ore di mercoledì mattina e il loro antefatto. Ha raccontato di un rapporto con la moglie ormai in crisi, tanto che lei gli avrebbe chiesto di andarsene da quella casa dove abitavano insieme ai loro tre figli. Gocaj ha accusato la moglie di avere una relazione extraconiugale e che da lì sarebbero nate le difficoltà e i contrasti.
L’uomo ha raccontato anche la terribile lite di mercoledì, culminata quando lui ha impugnato un’ascia ed ha iniziato a inseguire la moglie. Gocaj ha spiegato di essere stato accecato dalla rabbia ma di voler solo spaventare la donna, anche quando ha iniziato a minacciarla sul tetto del capannone industriale, dove lei, uscita di casa dalla finestra, stava disperatamente cercando di fuggire. La donna – ha continuato il racconto – è riuscita a strappargli l’ascia di mano e quando lui ha cercato di afferarla, lei si è divincolata cadendo nel vuoto. Una ricostruzione che non collima con il racconto di un testimone che ha detto di aver visto l’uomo spingere giù Marta Bregu. Ma Elvis Gocaj ha ribadito la sua versione.
«Non mi è sembrato una persona violenta – ha detto alla fine dell’interrogatorio l’avvocato Mencarelli – ma introverso e chiuso di carattere, questo sì. Ora si rende conto di aver perso il controllo e che non avrebbe mai voluto che accadesse quello che è successo».
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