Il Tirreno

Pistoia

Un elettore su tre contro la nuova Tares

Un elettore su tre contro la nuova Tares

Il comitato ha raccolto quasi tremila firme per bloccare gli aumenti della bolletta dei rifiuti

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QUARRATA. 2732 firme contro gli aumenti ingiustificati in bolletta e contro una tassa considerata solo una «patrimoniale mascherata». I cittadini di Quarrata hanno sottoscritto in massa la petizione del comitato “No Tares”. L’impressione di chi ha portato avanti la raccolta, tuttavia, è che ancora ci siano molte persone ignare della maggiorazione statale dei 30 centesimi al metro quadro (in aggiunta al 15% di aumento stabilito dall’amministrazione per l’avvio del porta a porta e la copertura della previsione di insoluti) che arriverà con la bolletta di fine anno. Il gruppo è già al lavoro per preparare una nuova iniziativa, stavolta in ambito normativo. Qualcuno, infatti, si sta cominciando a chiedere se l’applicazione delle tariffe decisa dalla giunta e dal Cis, che resta il sorvegliato speciale del comitato, sia legittima o meno. Nel frattempo, il documento sottoscritto da centinaia di residenti verrà protocollato in Comune.

Probabilmente il deposito avverrà la prossima settimana. Da quel momento in poi, il sindaco e i consiglieri avranno 60 giorni di tempo per esaminare le richieste e inviare una risposta scritta al primo firmatario. Più che soddisfatto il presidente del gruppo, Marco Monaco, che all’inizio della faticosa avventura parlava di un traguardo di mille firme. Invece, alla fine, lui e gli altri attivisti No Tares hanno continuato a raccogliere le sottoscrizioni anche una volta raggiunto il numero minimo per la presentazione agli uffici comunali. Sono andati avanti dall’8 agosto a sabato scorso. Volevano, evidentemente, dare un segnale chiaro sulla portata della protesta.

«Se prendiamo in considerazione l’affluenza massima alle urne raggiunta sul territorio, 2700 cittadini che si mobilitano coincidono con il 30% dell’elettorato» sottolinea Monaco. Nel dettaglio, la petizione chiede al sindaco di farsi portavoce presso l’Anci (associazione nazionale Comuni italiani) di un’azione verso il governo per la cancellazione della tares, di spiegare alla cittadinanza il perché degli incredibili aumenti sostenuti dai residenti – il 180,85% a Quarrata dal 2002 al 2013, secondo i dati riportati dalla petizione -, di introdurre da subito la tariffa puntuale (più differenzi, meno rifiuti produci, meno paghi) e di fornire ai promotori della raccolta firme i bilanci del Cis e la documentazione necessaria a valutare le possibili manovre di contenimento dei costi. (b.f.)

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