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Idea Finmeccanica: AnsaldoBreda a Fintecna

Idea Finmeccanica: AnsaldoBreda a Fintecna

Il controllo del gruppo verrebbe poi ceduto ai giapponesi di Hitachi. Oggi incontro con i sindacati

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Ritorna il progetto “Finmeccanica 2”, cioè la riunione sotto un unico tetto delle aziende non strategiche della holding pubblica, vale a dire Ansaldo Energia, Ansaldo Sts e AnsaldoBreda. Sarebbe questo il cuore, secondo le indiscrezioni pubblicate dal quotidiano “La Repubblica”, del progetto che oggi i vertici di Finmeccanica sottoporranno ai sindacati in un incontro a Roma.

In particolare, Energia, Sts e AnsaldoBreda verrebbero passate a Fintecna, società che già controlla Fincantieri e che appartiene alla Cassa depositi e prestiti. Non solo: secondo “Repubblica”, sarebbe finalmente finito il lavoro degli advisor di Finmeccanica, che ha sul tavolo le proposte di acquisto di AnsaldoEnergia da parte della coreana Doosan e di AnsaldoBreda da parte dei giapponesi di Hitachi, che sarebbero stati finalmente convinti a caricarsi sulle spalle il peso di un gruppo che da sette anni chiude i bilanci in rosso, ma che può garantire all’azienda nipponica know how sui treni ad alta velocità e presenza su mercati importanti.

Hitachi (che sarebbe interessata anche all’acquisto di Ansaldo Energia) entrerebbe con la quota di maggioranza nel capitale di AnsaldoBreda, mentre il resto rimarrebbe in mano alla Cassa depositi e prestiti. Si tratterebbe quindi di un vero e proprio passaggio di proprietà per il gruppo pistoiese-napoletano.

D’altra parte i top manager di Finmeccanica non hanno mai nascosto di lavorare proprio su ipotesi del genere.

Per la cronaca, il progetto “Finmeccanica 2” risale al 2004 e comprendeva, nel suo perimetro, le stesse aziende di oggi più Fincantieri. Fu accolto da una raffica di proteste da parte del mondo politico e sindacale e, dopo qualche mese, non se ne sentì più parlare.

A fronte di queste anticipazioni, ieri è stato il numero due del ministero dell’economia, Stefano Fassina, che in una intervista a SkyTg24 ha rilanciato la linea del governo Letta di un no alla perdita del controllo italiano sulle aziende. Fassina ha rilanciato invece la proposta di accorpare le tre Ansaldo sotto l’egida della Cassa depositi e prestiti, cercando poi partner industriali per agevolarne il rilancio «senza smobilitare pezzi della nostra industria».

Le posizioni del viceministro Fassina ricalcano quelle espresse a suo tempo dal ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato, anch’egli contrario a cedere quote di controllo delle aziende Finmeccanica e più favorevole, semmai, alla ricerca di partner industriali.

Fabio Calamati

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