Il Tirreno

Pistoia

Rischiamo che al S. Jacopo vadano soltanto i poveri

Rischiamo che al S. Jacopo vadano soltanto i poveri

Mundula (Tribunale del Malato) interviene con saggezza nella guerra in corso fra i medici e l’Asl: a rischio c’è la fiducia nei pazienti per un ospedale nuovo

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PISTOIA. Vitale Mundula, presidente del Tribunale del malato, interviene sulla diatriba fra io medici e l’Asl esplosa in denuncie e piccate risposte.

«L’ Ospedale San Jacopo è malato? No. Gode ottima salute! L’Ospedale San Jacopo è malato è la diagnosi dei medici .No, è tutto a norma e certificato, replica la direzione ASL 3. Come Tribunale per i diritti del malato, rimaniamo sgomenti leggendo il “grido di dolore “ che si leva alto e forte dalla classe medica. La replica della Direzione è altrettanto puntuale e un tantino “piccata”(si crea “ allarmismo sociale”).

« Constatiamo – scrive Mundula – che una patologia grave c’è ed è la mancata comunicazione tra vertice aziendale e medici. Riteniamo gravissimo il fatto che i medici siano costretti ad informare delle disfunzioni, di possibili rischi clinici sottesi ad una data organizzazione , il Prefetto, l’Associazione dei consumatori, il Sindaco e altri soggetti “esterni”. Evidentemente non trovano all’interno della Struttura aziendale modi e tempi per risolvere i conflitti e le complesse problematiche dell’assistenza sanitaria ospedaliera. A nostro avviso il problema della comunicazione e della relazione fra Direzione e professionisti è “falsato”anche dall’uso di certi termini e dal senso che a essi ognuno attribuisce. La direzione Asl parla, spesso, di razionalizzazione (cioè di un più oculato uso delle sempre più scarse risorse) mentre i sanitari intendono che tale termine significhi in realtà razionamento (taglio delle risorse.) Certo è che quando non si sostituiscono le infermiere in maternità, non si assumono i medici o infermieri andati in pensione e si è costretti ad aumentare turni e carichi di lavoro, negare o posticipare le ferie etc, non si tratta d’interventi di razionalizzazione ma di razionamento vero e proprio. Pare di capire, inoltre, che l’Azienda parli soprattutto di efficienza delle strutture, che sono a norma e certificate mentre i medici evidenzino un loro mancato coinvolgimento nelle scelte organizzative dell’ospedale. Da ricordare uno dei dogmi della sanità: se non c’è efficacia, è inutile parlare di efficienza. Un management accorto dovrebbe sapere che la risorsa più importante di una struttura sanitaria sono i medici e gli infermieri e che senza un loro attivo coinvolgimento, una loro partecipazione, il che significa essere presenti nei luoghi dove si prendono le decisioni, senza dare agli operatori sanitari tutti un senso (significato) e direzione (quali obiettivi raggiungere) del loro operare, l’ Ospedale rischia di arenarsi.

«Questi conflitti tra Direzione Asl e medici ( che nella nostra ASL durano da troppo tempo) determinano una serie di conseguenze 1) Pericolose criticità per la sicurezza nell’ assistenza ai malati. 2) Aumento della sfiducia dei cittadini verso il novo l’Ospedale e implementazione del fenomeno delle fughe verso altre strutture sanitarie. Il costo per le cure fuori ASL è di 25 milioni di euro. Il che significa che la nostra Azienda sarà sottofinanziata dalla Regione di un importo pari al costo delle fughe. 3) I medici dell’ospedale ,avendo una casistica limitata, perderanno professionalità (questo in particolare per la chirurgia) e naturalmente sono da considerare i costi e i disagi a carico dei cittadini. Che fare? Riteniamo che il S. Jacopo abbia urgente bisogno di cure da parte di tutti (politici, manager, medici, infermieri). Il rischio è trovarci con un ospedale nuovo ma “vuoto” di tecnologie (che ci sono) ,di professionalità (che ci sono), di buoni manager ( presenti). Bisogna,capire che, continuando di questo passo (un conflitto al giorno), l’ospedale potrebbe diventare un “ricovero” per coloro che non potranno fare altre scelte. In altre parole, per dirla brutalmente, un ospedale “povero” per i poveri».

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