Il Tirreno

Pistoia

«Se i giovani lottano una società diversa è ancora possibile»

di Tommaso Artioli
«Se i giovani lottano una società diversa è ancora possibile»

Il leader di piazza Tienanmen alla 20ª Marcia della giustizia Un migliaio i partecipanti, tra gli ospiti Tobagi e don Ciotti

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“Diritti per tutti”: un tema che, nei brevi interventi prima di mettersi in cammino, richiama concetti come pace, libertà, giustizia. Sono circa un migliaio le persone che affollano piazza Gramsci alla partenza della ventesima edizione della Marcia della giustizia Agliana – Quarrata. Ci sono i sindaci dei Comuni vicini, il parroco, i rappresentanti delle istituzioni, del sindacato, delle associazioni: persone di tutte le età che, in molti casi, rinnovano ogni anno il loro appuntamento con la marcia.

Il saluto iniziale è dell’organizzatore Antonio Vermigli (Rete Radié Resch, Casa della Solidarietà), che riserva una parentesi all’assenza della ministra Cécile Kyenge, dovuta agli impegni che l’hanno portata all’Onu questa settimana. «La parola pace come collante di questo millenio» è l’immagine richiamata nell’intervento del sindaco di Agliana Eleanna Ciampolini, che prende in prestito le parole del compianto don Andrea Gallo. L’ultimo a parlare, prima della partenza del corteo verso piazza Risorgimento a Quarrata, è Wuer Kaixi, leader della protesta di piazza Tienammen del 1989: «Grazie per il sostegno che ci avete offerto 24 anni fa e per come avete seguito quelle vicende, attraverso le immagini che vi giungevano». È proprio Kaixi, ormai costretto a stare lontano dalla Cina dal 1989, ma che continua a portare avanti il proprio impegno come attivista per i diritti umani, che richiama il tema della libertà. «La differenza fondamentale tra i Paesi come la Cina e l’Occidente è nel fatto che voi avete la libertà, mentre là non esiste. Usatela per fare in modo che tutti la possano ottenere».

L’Occidente, aveva spiegato Kaixi prima di salire sul palco, «con tutti i suoi problemi, fornisce la libertà sufficiente per permettere alle persone di lottare per quella definitiva». Ventiquattro anni fa in Cina furono gli studenti a sfidare i carri armati, «oggi, ovunque questo sia possibile, devono essere di nuovo i giovani a guidare il cambiamento verso la libertà». Il corteo si mette in marcia: a sera inoltrata raggiungerà Quarrata, dove, dal palco, si alterneranno gli interventi dei numerosi ospiti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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