Il presidio
Tornano i sacchi dei rifiuti in consiglio
Assemblea agitata per discutere di Tares e sui costi del Cis. «I cittadini non saldano le rate della tassa: non hanno soldi»
QUARRATA. «Cis e tares ci hanno ammazzato. Non possiamo più aspettare i tempi della politica: rischiamo di chiudere le nostre attività».
E’ il grido d’allarme lanciato dai cittadini di Quarrata durante il consiglio comunale aperto di mercoledì sera sugli aumenti, insostenibili, della bolletta dei rifiuti.
La gente non ce la fa a saldare le rate, «in alcuni casi aumentate anche del 36% rispetto al 2012». Per questo, chiede di pagare per quanto effettivamente produce, di poter rateizzare i pagamenti della tassa anche dopo la scadenza di novembre, e di controllare al meglio il Cis – l’azienda dei Comuni di Quarrata, Agliana e Montale proprietaria dell’inceneritore e alla gestione del servizio raccolta rifiuti, con la spa e la srl - attraverso un comitato: tutte proposte al momento respinte dall’amministrazione. Rita Fantechi, titolare della cartolibreria Il Triangolo di Catena, per protesta si è presentata in consiglio con il suo sacco della spazzatura in mano, come già aveva fatto in primavera. Allo sfogo dei tanti presenti – circa 140 persone, tra cui moltissimi attivisti del Comitato No tares– si è aggiunto l’intervento, rivolto al sindaco Marco Mazzanti e ai consiglieri comunali, di Rossano Ercolini: «Dovete immediatamente attivarvi per passare al “pay as you throw” (la tariffazione puntuale: più uno ricicla, meno residuo produce, meno paga, ndr) chiesto dall’Europa. Non fate gli arroganti. Se aspettate altri 5 anni i negozi chiuderanno. I commercianti rischiano di essere travolti, con aumenti che potrebbero arrivare al 300% per i ristoratori» avverte l’ambientalista. Coordinatore di Zero Waste Italia e collaboratore del Centro ricerca rifiuti zero di Capannori (la sua città, esempio italiano per la differenziata), Ercolini ad aprile ha ricevuto il Goldman Environmental Prize 2013, una sorta di premio Nobel del settore verde. E’ stato accolto negli Usa dal presidente Barack Obama: «E’ alto – scherza – E speriamo – stavolta dicendo sul serio - che non faccia la guerra». «Avete investito sul raddoppio dell’inceneritore di Montale – ha detto mercoledì sera – ora, fortunatamente, fate marcia indietro e investite sul pap. E’ chiaro che qualcosa non funzione, è un sistema schizofrenico. Il Comune – sottolinea - ha il potere decisionale in materia». Finché il sistema porta a porta non sarà a regime sull’intera Piana però, per il Cis passare a un tipo di tariffa puntuale non è fattibile. Se ne riparlerà nel 2014. Intanto, ecco gli aumenti che famiglie e imprenditori devono affrontare rispetto a un anno fa: +18% per una casa, +26,6% per un ufficio, +26,8% per un’azienda (che, tra l’altro, produce il 60% di residui in cartone). Sono i 3 esempi portati in consiglio, bollette alla mano, dal capogruppo dell’opposizione Alessandro Cialdi. «Sono incrementi Cis, privati della maggiorazione dei 30 centesimi a metro quadro introdotta dalla Tares. Dal 2002 al 2013 la bolletta è aumentata del 180,5%». Franceschi lo smentisce: «I costi Cis fatturati ai Comuni sono passati dai 3milioni del 2003, ai 4milioni e 900mila euro del 2013»..
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