Occhi elettronici sulla città quasi 140 le videocamere
In 12 mesi è cresciuta ancora la rete di controllo contro reati e vandalismo Il censimento del Comune: monitorate soprattutto vie e piazze del centro
PISTOIA. Non cessa di crescere il numero degli occhi elettronici accesi ogni giorno sulla vita dei pistoiesi.La consueta delibera di giunta che ha l’incombenza di fare il censimento delle videocamere sparse per la città, ha infatti conteggiato 124 apparati (lo scorso anno ci si fermava a 121), ai quali vanno aggiunti 14 altre telecamere che non sono inserite direttamente nella rete di sorveglianza ma che possono comunque tornare utili alle forze dell’ordine, come quelle dei varchi elettronici per la Ztl, quelle poste a presidio delle corsie preferenziali, quelle dei cosiddetti autovelox fissi.
Insomma, anche se difficilmente qualcuno se ne accorge, camminando per le vie del centro o entrando in un ufficio pubblico, i nostri movimenti vengono monitorati pressoché continuamente e, se venissero considerati “sospetti”, potrebbero essere seguiti in tempo reale dalla centrale che si trova al comando dei vigili urbani di via Pertini, la cosa più simile al “Grande Fratello” orwelliano che è possibile trovare a Pistoia.
Persino nei parchi pubblici o allo stadio non ci si libera dal controllo: come si può vedere scorrendo l’elenco a fianco, se piazza del Duomo e dintorni è la zona più capillarmente controllata, sia lo stadio comunale Melani che i parchi pubblici come quello di Monteoliveto o quello del Villone Puccini dispongono di telecamere che hanno incarico di monitorare 24 ore su 24 il comportamento di chi frequenta questi luoghi.
Naturalmente la collocazione degli “occhi elettronici” è stata eseguita con il criterio della maggiore o minore densità di presenze: di qui il numero consistente di telecamere in piazza della Sala, riconosciuta capitale della Movida pistoiese, oppure in strade centralissime come via Roma, via Cavour, via Curtatone e Montanara, via degli Orafi.
Una particolare attenzione nel controllo è stata riservata anche ai parcheggi pubblici, luogo frequente di aggressioni fisiche e verbali, soprattutto nei confronti di donne.
Naturalmente il controllo in diretta dalla centrale operativa dei vigili urbani non esaurisce le possibilità della rete di monitoraggio cittadina: anche un semplice passante, se si tratta di un rapinatore che si allontana dal luogo del delitto, può diventare interessante. Per questo i filmati vengono conservati per poterli rivedere anche in un secondo momento. Ma per le norme sulla privacy, questa conservazione non può durare più di 7 giorni.
Il Comune ha anche provveduto ad attribuire l’incarico di manutenzione programmata e straordinaria della rete di sorveglianza alla ditta Paccosi e Santini, pagando 31.000 euro per due anni.
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