Abetone «terremota» il Comune unico Cormio: è tutto finito
Per il sindaco di S. Marcello la richiesta di passare in Emilia chiude ogni prospettiva economica e politica in montagna
SAN MARCELLO. La decisione dell’Abetone di chiedere alla Regione il referendum per staccarsi dalla Toscana e accasarsi in Emilia, sta provocando importanti reazioni e non solo a livello popolare.
La prima, istituazionale, è quella di Silvia Maria Cormio. Per il primo cittadino di San Marcello, alla guida di una giunta di centrosinistra, la decisione di Abetone ha di fatto terremotato tutte le costruzioni che dovevano portare alla costituzione del Comune unico della Montagna pistoiese.
«In riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Danti, sulla volontà di fare un comune unico dell’Abetone con Fiumalbo, ritengo che questa posizione espressa ormai da tempo e in più occasioni pubbliche, cambi gli scenari sulla fusione».
Insomma il primo cittadino entra subito nel vivo della discussione.
«La nostra amministrazione – ricorda Cormio – ha promosso e caldeggiato la fusione, intesa tra i quattro comuni, Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello, con lo scopo di creare un Comune Unico della Montagna pistoiese, che si ponga nella prospettiva del miglioramento dei servizi e di forme di collaborazione tra i territori, ma che allo stesso tempo contemplasse la volontà di fusione esplicita e consapevole della bontà del progetto da parte delle popolazioni e dei propri rappresentanti istituzionali, per arrivare al referendum soddisfatti dell'operazione» .
A tal proposito ostinatamente e tra mille polemiche l'amministrazione di San Marcello e io in prima persona, «ha preteso un percorso partecipativo popolare, capillare e qualificato, visto l'importanza storica del progetto, allo scopo e con l'obbiettivo di capire gli umori, i sentori le perplessità della popolazione, la cui volontà è sovrana .
«Ad oggi il panorama generale che emerge è piuttosto confuso e desolante, vista la posizione ostile, e categorica sulla contrarietà alla fusione del comune di Abetone. Per quanto riguarda gli altri comuni le posizioni ad oggi emerse non sono altrettanto rassicuranti.
«Il Pd di Cutigliano attraverso Graziano Nesti ha espresso analogamente al sindaco Danti, la propria contrarietà al Comune Unico e lo ha fatto pubblicamente e in sede istituzionale
«Il Comune di Piteglio sostiene la fusione attraverso il proprio sindaco ma allo stesso modo non la pensa la sua Giunta, che ha votato contro al documento sul referendum e che è passato grazie al sostegno dell'opposizione».
Cormio ricorda alla fine che «San Marcello è l'unico Comune che per ora non ha trovato grosse opposizioni al progetto. Ora la domanda che ci poniamo, è se ha un senso obbligare Abetone a una fusione così fortemente osteggiata, tanto da voler promuovere un referendum sulla possibilità di far transitare il loro Comune sotto la tutela giurisdizionale dell'Emilia Romagna. Ha un senso proseguire in questa fusione in un panorama così incerto e confuso. Io credo che il Comune Unico senza Abetone non abbia ragione di esistere, e che se davvero come espresso dal sindaco e dalla popolazione, e ci auguriamo che sia solo una provocazione, ci fosse l'intenzione di fondersi con Fiumalbo, io credo che per la montagna e anche per la Toscana, sarebbe un danno enorme sia in termini economici che di immagine».
Insomma senza Abetone la Montagna pistoiese è veramente finita.
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