All’Abetone si sentono tutti emiliani
Albergatori, commercianti e impiantisti d’accordo col sindaco Danti: «Più affinità, meno burocrazia e vantaggi economici»
ABETONE. Seppur l’ipotesi ventili da diverso tempo fra gli abitanti di Abetone, ha spiazzato tutti la proposta avanzata, nero su bianco, alla Regione dal sindaco Giampiero Danti di sfruttare il referendum per il comune unico, che si terrà a gennaio 2014, per interrogare i cittadini abetonesi anche sulla possibilità di far transitare il loro comune sotto la tutela giurisdizionale dell’Emilia Romagna. E a chi pensa si tratti di una mera provocazione, il sindaco Danti risponde che «sì, di provocazione si tratta, ma sensata e basata su concrete motivazioni». In caso di doppio referendum, dunque, ci siamo chiesti che cosa voterebbe chi risiede o lavora ad Abetone tutto l’anno. «Passare in Emilia? – ci dicono dall’hotel Regina di Abetone – la nostra casa era situata in territorio modenese fino al 1936, data di nascita del comune di Abetone. Non so dire quanto cambierebbe, ma un vantaggio certo ci sarebbe in termini di burocrazia che in Emilia è molto più snella». Fra i motivi di appoggio alla proposta di Danti è il netto rigetto dell’idea di includere Abetone nella proposta di Comune Unico Montagna pistoiese che a breve sarà vagliata dalla Regione Toscana. «Condivido la provocazione del sindaco – spiega Enrica Zanni, titolare del ristorante la Casina – Abetone è troppo diversa dagli altri comuni della montagna e necessita di una propria autonomia. Abitare quassù, lontani da servizi e comodità, è una scelta difficile eppure ci sentiamo orgogliosi di portare il nome di Abetone a giro per il mondo. Il comune unico sarebbe un’imposizione dall’alto, una forzatura alla nostra identità montanara, dalla vocazione imprenditoriale e turistica, certo più affine al comune di Fiumalbo». «Nel mio albergo – ci dice Diego Del Nista, titolare dell’Hotel Pionieri in Val di Luce– il personale è emiliano, come i nove decimi delle persone che lavorano in Val di Luce, a cominciare dagli impianti di risalita. Di passare in Emilia se ne parla da anni e, in effetti, non si può negare la maggiore attenzione che l’Emilia riserva alla montagna». «Abetone, un comune dove la neve rimane 120-150 giorni l’anno, ha più affinità con Fiumalbo piuttosto che coi comuni della media Val di Lima e del Limestre, che pure sono dei signori comuni – fa eco Rolando Galli, presidente di Saf Abetone –una grossa fetta del personale che lavora agli impianti proviene da Fiumalbo. Penso però che quello del sindaco sia anzitutto un giusto sfogo derivante dal fatto che Abetone, come la montagna pistoiese in generale, si sente abbandonata dalla Regione Toscana. Se si analizza freddamente la situazione della viabilità rispetto a venti anni fa, i tempi di percorrenza per raggiungere Modena sono scesi da 2 ore e mezzo a un’ora e 20 minuti grazie ai nuovi tunnel e circonvallazioni; quelli per Pistoia, dove la viabilità è rimasta pressoché la stessa dal ‘700, sono aumentati di quasi mezz’ora a causa del maggior traffico. L’ospedale di Pavullo funziona e nessuno lo tocca, il nostro Pacini è oggetto di depotenziamento. Di fronte ad un contraltare vicino è normale e lecito fare certi paragoni». E se c’è chi, come il Franco Ferrari del ristornate il Grillo, dice che la Regione Toscana ha sempre aiutato Abetone con importanti finanziamenti, altri operatori sottolineano aspetti di percezione meno immediata. «Premesso che vivo a Rio Lunato – ci dice una titolare della Cooperativa l’Erbolaio – credo che essere inseriti in un comune unico e più grande eviterebbe il verificarsi di certi favoritismi. Per le che lavorano i prodotti del sottobosco non posso però nascondere che transitare in Emilia porterebbe grosse agevolazioni poiché consentirebbe ai nostri coglitori di mirtilli di accedere al Parco del Frignano».
Elisa Valentini
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