Pagati solo ora i risarcimenti per la grande gelata del 2009
A fine agosto la Provincia ha potuto completare l’iter per i contributi alle 496 aziende Le somme erogate coprono circa il 10% dei danni accertati dai vivaisti
PISTOIA. Con la fine del mese di agosto tutte le 496 imprese coinvolte hanno ricevuto gli indennizzi per i danni subiti dalla ultima grande gelata. Una buona notizia, peccato però che la gelata in questione è quella del dicembre 2009. In altri termini, per vedersi risarcire una parte tutto sommato piccola (il 10%) dei danni subiti allora, le aziende hanno dovuto attendere tre anni e mezzo. Nel 2009, poco prima di Natale, l’ondata di gelo nella piana dell'Ombrone portò a registrare minime di 13-14 gradi sotto zero. Poco dopo scattò la conta dei danni
L’ultimo provvedimento, quello che contiene il saldo delle somme da pagare, è stato varato dalla giunta provinciale due mesi fa . La determinazione, firmata dalla dirigente del servizio Agricoltura Silvia Masi, distribuisce quasi 5 milioni di euro. Il servizio della Provincia ha potuto ottenere la collaborazione dei professionisti e delle organizzazioni agricole e velocizzare così tutti i passaggi burocratici. Inoltre anche Artea, l’azienda della Regione che si occupa dei pagamenti alle aziende agricole. Il risultato è stato che il 75% delle imprese ha incassato l’indennizzo entro i primi di luglio e addirittura il 98% entro la fine di agosto .
Scorrendo l’elenco delle aziende danneggiate, si incontrano alcuni dei nomi più importanti del vivaismo pistoiese, dalla Chiti Piante (indennizzo di 193.000 euro, il più alto)alla Romiti Vivai (106.159), dalla Tesi Ubaldo e Figli (161.444) alla Zelari Piante (139.538).
«La Provincia – spiega l’assessore Mauro Mari – ha avuto la disponibilità dei fondi solo il 3 giugno e in pochi giorni ha determinato le assegnazioni, grazie anche alla collaborazione con le organizzazioni agricole. Certo, non si può fare a meno di considerare che le produzioni indennizzate quest’ anno sono state distrutte a dicembre 2009 e ci sono voluti 3 anni e mezzo per veder rientrare appena il 10% del valore del danno subito (di cui solo metà, pari al 5%, deriva da uno stanziamento specifico del Fondo di Solidarietà nazionale). Tempi e cifre che indicano come non si possa contare solo sul Fondo per la ripresa delle attività danneggiate, nonostante l'impegno delle amministrazioni locali per gestire al meglio questi fondi». L’altra opzione è quella dell’assicurazione, che va diffondendosi tra le imprese.
Fabio Calamati
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