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San Jacopo, Sat paga le modifiche per il nuovo impianto a malattie infettive
Il direttore generale Asl: «Solo dopo l’apertura dell’ospedale ci siamo accorti che la ventilazione funzionava per blocchi»
PISTOIA. «Ci siamo accorti che l’impianto di ventilazione del reparto malattie infettive era stato progettato così dopo l’apertura dell’ospedale, ma il concessionario si è detto disponibile a fare i lavori di modifica richiesti. E a suo carico».
Non c’è stato, afferma il direttore generale della Asl 3 Roberto Abati «un errore di progettazione da parte del concessionario Sat. Le normative sono state rispettate. Modificare il controllo dei meccanismi pressori - attualmente disposti per blocchi di locali - estendendoli a ogni singola stanza di degenza, ci permetterà di avere ambienti maggiormente flessibili, in grado di far fronte ad un numero elevato di ricoveri per patologie che hanno esigenze assistenziali diverse».
Non è “tutto da rifare”: il direttore generale interviene in prima persona per gettare acqua sul fuoco dell’ultima polemica che rischia d’incendiare il San Jacopo. Perché l’impianto di ventilazione non è stato progettato sin da subito come al Ceppo? Sat ha rispettato la legge, risponde Abati, ma che fosse possibile regolare i flussi d’area solo per blocchi è stato scoperto ad inaugurazione avvenuta. Quando l’area degenze protette (quella delle malattie infettive insomma) è entrata in funzione.
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