Italia
Il tramonto delle squadre femminili
Nonostante nomi di spicco a livello internazionale in nuoto, scherma e karate, sono finiti i tempi dell’Agliana di serie A
PISTOIA. Non basta la partecipazione alle Olimpiadi di Alice Nesti, la scorsa estate, a Londra, nè il suo titolo europeo nella 4X200 stile. A poco servono i trionfi della diciassettenne schermitrice Matilde Biagiotti, stabilmente nel giro delle nazionali juniores, o quelli di Maura Fedi, pluricampionessa mondiale di karate. La classifica del Sole 24 ore dice che le donne sportive pistoiesi emergono solo a livello individuale, mentre le squadre sono in sofferenza da decenni.
In effetti, la pallavolo, che ha il maggior numero di tesserate, si “ferma” all’enorme sforzo del Blu Volley in B2, mentre il basket, che 25 anni fa si esaltò con il miracolo “Etruria” fino alla serie A, fa salti mortali per assicurare qualche squadra giovanile alle (molte) baby cestiste della zona, che poi trovano molta difficoltà a continuare a giocare da grandi. Di quello che è uno dei più grandi lati oscuri dello sport in provincia, ne abbiamo parlato con l’olimpionico di scherma Gabriele Magni, che fin dalla sua nomina a delegato provinciale del Coni (febbraio 2013) si sta adoperando per far tornare il suo ufficio un punto di riferimento per il territorio.
Tra tante criticità, Magni cita come esempio virtuoso quello della Real Aglianese, la società di calcio femminile erede della grande tradizione del calcio "in gonnella" che nel 1995 portò ad Agliana uno storico scudetto. Erano altri tempi e Agliana, costola del distretto tessile pratese, era in pieno boom economico. Con meno mezzi finanziari e senza il blasone della serie A, la società neroverde continua a dar la possibilità di giocare alle ragazzine amanti del pallone.
«Fanno un gran lavoro - dice Magni - probabilmente riusciranno dal prossimo anno a fare un' Under 12 (categoria dove ancora femmine e maschi giovano insieme, ndr) tutta di bambine, cercando così di rimettere in piedi un vivaio che poi si sviluppi con le squadre maggiori».
«Le classifiche del Sole 24 ore sono basate sui risultati agonistici e sul numero di tesserati - dice Magni - ma scaturiscono da diversi fattori. Per i buoni risultati, ci vogliono buoni tecnici e buone strutture. Anche se stavolta non è chiamato in causa il problema della mancanza di impianti, ne va tenuto conto. Ci sono sport che fanno salti mortali e riescono ad esprimere lo stesso talenti, come il nuoto e altri settori in grossa difficoltà come rugby e hockey su prato».
Magni ha chiesto e ottenuto l’istituzione di una tavola rotonda con le altre istituzioni del territorio per coordinare ed organizzare quelli che spesso sono interventi calati dall’alto e poco risolutivi da parte degli enti locali. Un tavolo di confronto, fa capire Magni, per evitare altri casi spiacevoli come quello della palestra rinnovata ma tuttora inadeguata della società di ginnastica “Ferrucci-Libertas”. Un tavolo a cui sono invitati i sindaci, i rappresentanti della Provincia e della diocesi, in possesso di molti spazi che potrebbero essere destinati ad attività sportive. «In più nella nostra sede di via Panciatichi – conclude – vogliamo mettere a disposizione delle società professionisti di vari settori. Un modo per aiutare le piccole società che non possono permettersi consulenze specifiche».
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